È russa la metà degli acquirenti

ABANO TERME. Per fortuna ci sono i russi. La Pasqua ortodossa, celebrata domenica 5 maggio, ha portato per una settimana ad Abano un’ondata di turisti provenienti da quel Paese e con essa un buon guadagno per alberghi e soprattutto commercianti. I negozi del centro hanno infatti potuto constatare la scorsa settimana che il 40% del volume degli affari è derivato da clienti di nazionalità russa: «Indubbiamente il mercato russo in questo momento fa la differenza», sottolinea il presidente di Ascom Abano, Michele Ghiraldo, «I russi apprezzano molto la nostra ospitalità, i negozi, la professionalità e il calore con cui vengono serviti. Ciò che gradiscono maggiormente sono i gioielli e i capi di firma». «Per questo» aggiunge Ghiraldo «Come Ascom stiamo portando avanti il terzo corso di russo per commercianti. Stiamo cercando di apprendere le giuste terminologie per porci al meglio di fronte alla clientela russa». Turisti di cui aumenta costantemente il numero: «In questo momento possiamo suddividere la clientela in un 30% di italiani, un altro 30% è formato dai tedeschi. Il mercato russo si attesta sul 20%, mentre il restante 20% è costituito da acquirenti francesi, cinesi e brasiliani, e questi ultimi aumentano di continuo». La clientela russa si distingue per il suo stile tutto particolare: «Il cliente russo ha un approccio abbastanza burbero. Parlandoci però scopri che non è così. Apprezza tantissimo il nostro modo di andare incontro alle sue esigenze. È benestante e con grande disponibilità economica. Rimangano forti anche i mercati tedesco e francese, ma non mi stupirei se a breve quello russo diventasse il nostro punto di riferimento». Ne è convinto anche uno dei commercianti del centro, Claudio Lazzarini di “Tentazioni” abbigliamento: «Per fortuna che ci sono i russi», afferma senza mezzi termini, «Negli ultimi giorni sono stati una boccata d’ossigeno in un periodo in cui gli italiani fanno davvero fatica a spendere. La presenza russa durante le festività della Pasqua ortodossa si è fatta sentire. Una buona metà della merce che abbiamo venduto sarà indossata in Russia».
Federico Franchin
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