Dichiarazioni choc di Piero Longo: «A Kabobo avrei sparato alle gambe»

PADOVA. «Kabobo? Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe». Affermazione choc dell’avvocato padovano Piero Longo, deputato del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, che intervenendo a «La Zanzara» su Radio 24 spiega che cosa avrebbe fatto se si fosse imbattuto nel ghanese assassino. «Basta sparare alle gambe - dice - per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso. Con chi credete di parlare? Non mi sarei andato a nascondere da qualche parte». «Ho la pistola qui davanti a me nel mio studio - continua Longo - anche se non posso portarla nè alla Camera nè in tribunale e nemmeno in treno. È una Luger Lcr fabbricata in America. Mi hanno appena rinnovato il porto d’armi».
Ma a parlare del responsabile della strage di Milano non è stato solo l’avvocato di Berlusconi. Anche Grillo, con un intervento sul suo blog, contribuisce a tenere alta la tensione: «Quanti sono i Kabobo d’Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno», scrive, e cita altri episodi di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti negativi degli immigrati: «un portoghese originario dell’Angola che ha staccato a un passante un orecchio a morsi» e «un senegalese spacciatore, arrestato per l’omicidio di Ilaria», la diciannovenne di Castagneto Carducci (Livorno) «picchiata durante un tentativo di stupro». Secondo il leader del Movimento 5 stelle, il portoghese «doveva (deve) stare in carcere», Kabobo «doveva essere considerato sorvegliato speciale per la sua violenza», mentre «il decreto di espulsione del senegalese non è mai stato applicato». E i tre hanno potuto colpire. «Chi è responsabile?», domanda Grillo. «Non la Polizia che più che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che è soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del razzismo in Italia. Nessuno è colpevole, forse neppure Kabobo. Se gli danno l’infermità mentale (una perizia è stata chiesta oggi dal pm - ndr) presto sarà di nuovo un uomo libero».
Parole, quelle dell’ex comico, che non sono sono piaciute al segretario di Prc paolo Ferrero: «Evidentemente per Grillo i voti non puzzano e si può accarezzare il razzismo, a maggior ragione in questi giorni, mentre si trova in Veneto a cercare i voti della Lega». Proprio il Carroccio torna oggi a mobilitarsi, annunciando una «gazebata» per bloccare ogni tentativo di abolire il reato di clandestinità: mille gazebo saranno allestiti nella «macroregione del Nord», per far sentire a Roma che «al contrario di quanto disse il ministro all’Integrazione Cecilie Kyenge, il popolo non è con lei» su questo aspetto. A Pavia, infine, uno striscione con la scritta “Consegnateci Kabobo”, quasi subito rimosso dalla polizia, è stato lasciato all’alba sulla porta della sede di Sel. In mattinata è arrivata alla questura di Pavia una rivendicazione con la firma di Forza Nuova che sostiene di averne lasciati altri.
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