Il thriatleta è ancora in coma, ma ce la farà

TREBASELEGHE. Ce la farà il thriatleta Emiliano Cocchetto, 36enne di Badoere (Tv) in forza alla scuderia 47 Anno Domini che ha sede a Trebaseleghe in via Obba Bassa, dopo la tremenda caduta in...

TREBASELEGHE. Ce la farà il thriatleta Emiliano Cocchetto, 36enne di Badoere (Tv) in forza alla scuderia 47 Anno Domini che ha sede a Trebaseleghe in via Obba Bassa, dopo la tremenda caduta in bicicletta che poteva costargli la vita. I medici della Rianimazione dell’ospedale di Belluno, dov’è ricoverato, lo tengono in coma farmacologico dopo lo schianto di mercoledì pomeriggio, mentre scendeva con la bici dal Vajont alla fine della tappa del Giro d’Italia. Prima l’urto con la spalla contro un furgone parcheggiato sul ciglio della strada, poi lo schianto dall’altra parte della carreggiata. Pochi minuti dopo la caduta, qualche cinguettio su Twitter ha fatto pensare al peggio. Al secondo giorno di degenza, non è ancora sciolta la prognosi: le sue condizioni rimangono molto gravi, ma il suo fisico atletico sta reagendo bene alle cure. A Belluno è arrivata la moglie. Cocchetto non ha figli, ma tantissimi amici.

Tutti si preoccupano delle sue condizioni, a cominciare dal presidente della 47 Anno Domini di Trebaseleghe Andrea Tombacco: «Siamo giustamente preoccupati, perché stiamo parlando di un amico, oltre che di un compagno di squadra. Partendo da Ponte nelle Alpi, avevamo scalato il Cansiglio, per poi raggiungere Erto e il Vajont per l’arrivo del Giro». In 5 hanno partecipato all’uscita e, inizialmente, gli altri non si sono accorti di nulla: «Cocchetto era in coda. Pensavamo fosse rimasto indietro, ma non vedendolo siamo tornati indietro. Così l’abbiamo trovato a terra, mentre lo soccorrevano dopo la caduta».

Gigi Sosso

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