Mamma Rosa è morta per niente

I figli della donna travolta denunciano la pericolosità della strada

PIOVE DI SACCO. Cinque mesi fa persero la loro madre in un incidente stradale in via Provinciale. Rosa Pedron di 74 anni, mentre rincasava in bicicletta, era stata travolta da un’auto poco lontano da casa. Domenica scorsa, Festa della mamma, i tre figli della donna, Massimo, Antonella e Adelino Quaglio, hanno sentito come non mai la sua mancanza. «Per noi questo era un giorno speciale» racconta Massimo «perché lei ci radunava tutti a casa sua per un grande pranzo di festa». Un dolore per la dipartita ancora vivo ovviamente, che purtroppo sa anche di beffa. Quel sacrificio consumato sull’asfalto sembra, infatti, non essere servito a nulla. All’indomani della tragedia tutti i residenti della zona avevano sollevato la questione della pericolosità di quel tratto della provinciale che congiunge il centro alla frazione di Corte. L’alta velocità dei mezzi che vi transitano, la scarsa illuminazione e la mancanza di un marciapiede sono tutti fattori che quotidianamente minacciano l’incolumità di pedoni e ciclisti che si muovono da queste parti. Per non parlare della questione dei “peagni”, i ponticelli di legno che permetterebbero ai residenti di raggiungere e utilizzare per i loro spostamenti la più sicura via Fiumicello. Passerelle che il Comune tuttavia da anni aveva fatto chiudere perché pericolanti. Nonostante il clamore, le proteste e le promesse di quei giorni, la situazione non è cambiata. «La pericolosità della Sp 53 è rimasta la stessa» conferma Massimo Quaglio «perché alla fine non si è mosso nulla. Noi continuiamo ogni giorno a rischiare le nostre vite». Per il ripristino dei ponticelli di legno il Comune spiegò subito che non c’erano i fondi. Il vuoto amministrativo di questi ultimi mesi poi non ha agevolato le cose. Non sono spuntati dossi, posizionati autovelox e montati semafori. L’illuminazione è stata potenziata: un unico lampione su via Ramei. Peccato sia ancora spento.

Alessandro Cesarato

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