Mantoan tenta di rubare in chiesa

PIOVE DI SACCO. Non finiscono le disavventure per Leopoldo Mantoan, il trentatreenne piovese sotto processo per il trafugamento della bara di Angelo Moressa e unico indagato per l’omicidio, avvenuto sette anni e mezzo fa nel suo ufficio di via Cavour a Piove, dell’immobiliarista di Cambroso di Codevigo. L’uomo è stato sorpreso mercoledì mattina mentre cercava di rubare dalla cassetta delle elemosine all’interno della chiesa di San Martino di Saonara. A sorprendere Mantoan mentre tentava di aprire la cassetta è stato il sacrestano, Isidoro Pastore, di 65 anni. Quando, entrato in chiesa, lo ha visto armeggiare con insistenza sulla cassetta delle elemosine, gli si è fatto incontro chiedendogli cosa stesse facendo. A quel punto Mantoan ha desistito, lasciandosi cadere dalle mani le chiavi del lucchetto che aveva preso dalla sacrestia e cercando di guadagnare l’uscita della chiesa. Pastore si è messo a urlare, richiamando l’attenzione di due passanti che lo hanno aiutato a fermare Mantoan. Quest’ultimo, che non era stato riconosciuto dai presenti, ha farfugliato un nome di fantasia quando gli hanno chiesto chi fosse. Poi ha detto che non si ricordava il proprio nome e che non sapeva nemmeno dove avesse parcheggiato l’auto. Pastore si è quindi convinto a chiamare i carabinieri, arrivati in pochi minuti dalla stazione di Legnaro. I militari hanno preso in consegna Leopoldo Mantoan e si sono fatti raccontare quanto accaduto dal sacrestano. Lo stesso sacerdote, don Francesco Monetti, ha riferito loro di aver notato lo stesso uomo qualche giorno prima in chiesa, mentre pregava da solo. Aveva anche chiesto di poter usare il bagno, richiesta a cui, ovviamente, non si era opposto. Mantoan, volto ben noto alle forze di polizia, è stato accompagnato in caserma per la denuncia a seguito del tentato furto.
Il trentatreenne è stato scarcerato alla fine di febbraio: si trovava in carcere con l’accusa di aver trafugato la bara di Moressa dal cimitero di Cambroso, feretro abbandonato e ritrovato lungo l’argine del Bacchiglione a Brenta d’Abbà di Correzzola. A sollecitare la revoca della misura cautelare era stato lo stesso pubblico ministero padovano Roberto D’Angelo dopo che l’indagine a carico di Mantoan era stata chiusa. È attesa la decisione sul rinvio a giudizio.
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