«Se ci sarà una rotta risponderà lo Stato»

CARCERI. «Penso di essere il primo sindaco veneto, forse italiano, a diffidare il presidente del Consiglio e il Governo». Tiberio Businaro, sindaco leghista di Carceri, ha le idee chiare e non vuole...

CARCERI. «Penso di essere il primo sindaco veneto, forse italiano, a diffidare il presidente del Consiglio e il Governo». Tiberio Businaro, sindaco leghista di Carceri, ha le idee chiare e non vuole fermarsi in quella che non è solamente una guerra di principio, ma anche una battaglia legale e istituzionale.

Il primo cittadino ha inviato al premier Enrico Letta, e per conoscenza anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, un atto di diffida a tutela dell’autonomia economico-finanziaria del suo Comune.

Spiega così Businaro la sua singolare iniziativa: «Da oggi i residenti di Carceri hanno una maggiore tutela rispetto a tutto il resto del Paese. Sono il primo sindaco ad aver diffidato lo Stato per qualsiasi evento o danno imputabile al mancato intervento della pubblica amministrazione e strettamente legato alla mancanza degli strumenti finanziari, che di fatto impediscono ogni forma di programmazione e quindi prevenzione».

Il sindaco fa un esempio quanto mai attuale: «Siamo in piena crisi idrogeologica e non sappiamo se i nostri argini terranno le ondate di piena delle prossime ore. Avendo diffidato formalmente lo Stato, qualora dovesse succedere una disgrazia o un disastro ambientale potrò citare Governo e Stato per danni». Il primo cittadino tocca ferro affinchè questo non succeda, naturalmente...

Secondo Businaro e i suoi legali, con questa diffida le massime istituzioni nazionali diventano responsabili di qualsiasi episodio avvenga per colpa del mancato trasferimento di risorse finanziarie: un incidente stradale causato dalle troppe buche sull’asfalto, il crollo di un edificio pubblico per la mancata manutenzione, l’allagamento di vie abitate per la carenza di risorse da impegnare nella difesa del territorio.

Provoca poi Businaro: «Sarà curioso vedere cosa faranno gli altri sindaci. Mi aspetto che seguano la mia iniziativa, inviando anch’essi una diffida allo Stato. Se non adotteranno questo provvedimento, come faranno a rispondere alle richieste dei cittadini che vorranno essere tutelati?».

E a chi commenta che la diffida non serve a nulla: «Se la diffida non avrà effetto, allora vuol dire che la giustizia italiana non funziona. Ho utilizzato uno strumento giuridico, non ho fatto proclami o iniziative estemporanee». (n.c.)

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