«Di nuovo allagati Nessuno ha ascoltato i nostri appelli»
CAMPOSAMPIERO. Dal fango e dall’acqua che hanno isolato Centoni, spuntano lettere, email, appelli e 256 firme: tutto inascoltato. «Dopo l’ennesima piena del novembre scorso, quando il sottopasso fu inagibile perché invaso da 4 metri di acqua, a dicembre avevamo raccolto 256 firme nel quartiere chiedendo al Genio civile e al consorzio di bonifica Acque Risorgive e informando per conoscenza a vigili del fuoco, Protezione civile e Comune, un sopralluogo urgente nell’area del sottopasso stradale di via Fabris e sottolineando i gravi disagi subiti dai residenti. Chiedevamo una soluzione urgente per risolvere il problema ma nessuno è intervenuto e oggi ci troviamo di nuovo sott’acqua (la foto è stata scattata venerdì)». A denunciare il silenzio delle istituzioni è Bruno Santi che è stato il promotore dell’iniziativa. Come nei giorni scorsi, anche allora il quartiere tra via Fabris, via Centoni e via Morosini, rimase isolato con terreni allagati fino a 1500 metri dal manufatto, entrato in funzione nel 2004. «Abbiamo informato anche il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Maurizio Conte e siamo in attesa che ci venga fissato un incontro, ma per il resto nessuno si è mosso: il Genio civile, che insieme a Rfi (ex Ferrovie dello Stato) aveva realizzato l’opera, ci ha risposto a dicembre che «la gestione dei sottopassi ferroviari non rientrano (testuale, ndr) nelle competenze di questa struttura»; la direzione infrastrutture della Regione, ci ha risposto che “per interventi di ordinaria manutenzione l’organo competente è il Comune”, mentre per difetti di costruzione “Rfi o Genio civile”». Un rimpallo che blocca ogni intervento. «Ora serve un intervento per installare una pompa idrovora che, in caso di piena, peschi l’acqua dal Rio Barbacane e la riversi sul Muson Vecchio», spiega Santi.
Francesco Zuanon
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