Lavori in piazza Rabin esposto in procura

Amissi del Piovego sul piede di guerra. E non da soli. Con loro, Italia Nostra e gli Amissi dell’Alicorno. Appuntamento ieri mattina sul ponte dei Papi, in Prato della Valle davanti alla Basilica di Santa Giustina, per manifestare ancora una volta contro l’ormai imminente progetto di “riqualificazione” dell’ex Foro Boario. Riqualificazione tra virgolette visto che secondo i promotori dell’iniziativa – l’architetto Titti Panaiotti e Renzo Fontana per Italia Nostra, il professor Elio Franzin per gli Amissi del Piovego e Daniele Buso per gli Amissi dell’Alicorno – si tratta di tutt’altro, ovvero dell’edificazione di «tre ecomostriciattoli progettati e autorizzati a ridosso dell’edificio monumentale dell’ex Foro Boario, due ai lati e uno all’interno del complesso esistente» denuncia Franzin. Che conferma: «Sulla vicenda ho trasmesso un esposto alla procura. Voglio sapere che cosa c’è dietro quest’operazione». Operazione che prevede un maquillage per il frontone dell’ex Foro Boario, un mega-park, negozi di lusso e un supermercato Despar. Insomma, alla faccia della riqualificazione (anzi, del recupero funzionale) reclamata nell’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso firmata dalla soprintendente ad interim Antonella Ranaldi e illustrata nel corso dell’iniziativa cui hanno partecipato Daniela Ruffini (Rifondazione comunista e presidente del consiglio comunale) e Mariella Mazzetto (consigliere comunale della Lega), oltre a molti abitanti del quartiere, tra cui l’ex soprintendente Guglielmo Monti. Nel documento «si rammenta il divieto di usi non compatibili con il carattere storico artistico... rispetto a ipotesi d’uso già stigmatizzate con la nota del 31 dicembre scorso a cui ha fatto seguito rassicurazione da parte del Comune... I consolidamenti strutturali devono procedere nel rispetto dei caratteri costruttivi originari...» si legge, «Gli interventi ammessi sulle superfici monumentali dovranno essere di natura conservativa... Inoltre gli interventi su superfici storiche dovranno essere eseguiti da personale con qualifica di restauratore». «C’è un ricorso al Tar che non ha ancora ottenuto risposta» ha evidenziato Panaiotti, sostenendo che il progetto «sta per violare la bellezza del Prato, come lo ha pensato Andrea Memmo». Fontana ha ricordato che a Salisburgo è stato realizzato un supermercato all’interno di una struttura antica, ma con il massimo rispetto verso quest’ultima. Franzin, infine, ha rammentato le tante promesse del Comune sullo stombinamento del canale Alicorno che corre lungo via 58° Fanteria (e che porta l’acqua alla canaletta del Prato). Promesse mai mantenute, mentre sono stati abbattuti tre “bagolari” sanissimi all’interno di piazza Rabin con l’obiettivo di far posto alle ruspe: si teme il decollo imminente del cantiere.
Cristina Genesin
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