Troppi falsi poveri I nuovi residenti passati al setaccio

A Montegrotto si punta a intercettare quelli che migrano con frequenza da un Comune all’altro per chiedere aiuti
Di Irene Zaino
MALAGOLI..ANTENNA TELEFONIA MONTEGROTTO MALAGOLI..ANTENNA TELEFONIA MONTEGROTTO
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MONTEGROTTO. Lotta ai cacciatori di contributi comunali. L’amministrazione di Montegrotto guidata da Massimo Bordin ha avviato controlli a tutto spiano sui nuovi residenti che hanno scelto la città sampietrina per vivere. Obiettivo, intercettare i cittadini che migrano da un Comune all’altro con una certa frequenza nell’intento di andare a chiedere aiuti. «Dal 2012 a oggi ci sono state a Montegrotto 600 nuove iscrizioni anagrafiche», ha spiegato Bordin, «insieme all’assessore ai Servizi sociali siamo andati a controllare questi residenti perché più di qualcuno, giusto il giorno dopo aver ottenuto la residenza, ha iniziato a chiederci contributi. Ci siamo quindi accorti che almeno in 15 casi non si trattava di reali emergenze, ma di gente abituata a cambiare Comune per chiedere aiuti sociali». Secondo Bordin, insomma, ci sarebbero furbi di professione. E non c’entrano questa volta gli stranieri i quali devono anche dimostrare di avere un lavoro in regola per iscriversi all’anagrafe. Sempre più spesso si tratta di italiani. «Si fa presto a incrociare i dati dei nuovi residenti con le richieste di contributo. Quindi non solo continueremo a dare un giro di vite, ma andremo anche ad approfondire da quali Comuni queste persone arrivano e quanti contributi avevano ottenuto».

Bordin lancia un appello alle altre amministrazioni mettendole in guardia da un fenomeno che giudica «in crescita». «Esiste proprio un mercato di residenze portato avanti da chi ha capito che è più facile ottenere un contributo che cercare lavoro», ha aggiunto. «Capisco chi viene da noi una volta, significa che ha situazioni di crisi vere. Ma quando diventa un’abitudine, questa non è più emergenza sociale e con le poche risorse che abbiamo dobbiamo aiutare quattro famiglie diverse, non quattro volte la stessa famiglia. Queste persone danneggiano chi davvero è in difficoltà e intendo arginare il fenomeno», ha concluso.

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