Abbassa il finestrino e insulta i finanzieri: preso e condannato

MEGLIADINO SAN FIDENZIO - Ha rallentato, ha abbassato il finestrino e si è messo ad inveire contro i finanzieri. Poi ha cercato la fuga, finendo nella campagne fidentine e dando vita anche ad una zuffa. E’ stata una nottata oltre le righe quella di Mauro Borghesan, quarantenne di Urbana, condannato lunedì a 6 mesi di reclusione per violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e rifiuto nel fornire le proprie generalità. Ad arrestarlo sono stati i militari della Guardia di finanza di Este comandati dal tenente Marco Maria Russo, domenica notte impegnati in un posto di blocco a Megliadino San Fidenzio. I finanzieri, che erano alla rotatoria del centro commerciale “Megliadino” per un controllo ordinario, sono stati oggetti di offese ed improperi da parte di Borghesan, che viaggiava come passeggero su una Grande Punto condotta da un amico vicentino. Nel passare davanti al posto di blocco, senza alcun motivo (non era nemmeno stato fermato per un controllo) il quarantenne ha abbassato il finestrIno ed inveito contro i tre militari. La Punto è poi fuggita all’impazzata verso Montagnana. Le Fiamme gialle si sono messe all’inseguimento dei due. La corsa si è conclusa nelle campagne vicine. Sceso dall’auto, Borghesan ha continuato ad insultare i militari, finendo anche per aggredirne uno. Arrestato, è stato trattenuto nella cella di sicurezza del comando di Padova. Lunedì è stato giudicato in tribunale a Padova con il rito direttissimo. E’ stato quindi condannato a sei mesi di reclusione, ma la pena è stata sospesa. Non è andata meglio al collega vicentino: il conducente della Punto è infatti risultato positivo all’alcoltest. Il tasso alcolemico di 0,65, riscontrato grazie alla collaborazione con i carabinieri atestini, ha costretto i militari al sequestro della patente fino a 6 mesi, alla decurtazione di 10 punti e ad una sanzione pecuniaria che può arrivare a toccare i 2.108 euro.
Una storia che ricorda la famosa scena di Alberto Sordi nei “Vitelloni” quando fa una pernacchia agli operai lungo la strada urlando loro “lavoratori”, ma la macchina si ferma dopo pochi metri e il malcapitato viene inseguito dalle vittime della sua beffa.
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