I ragazzi stupiti ribattono: «Si fumano solo sigarette»

Ai giardini della Sacra Famiglia: qui c’è una noia mortale, solo case dormitorio Per divertirci andiamo a Voltabarozzo, sapevamo della baby gang della Guizza

PADOVA - «Non è possibile: avete sbagliato quartiere». È questo il primo commento dei residenti della Sacra Famiglia, investita in pieno petto dalla rete di spaccio architettata da una banda di ragazzi, per lo più minorenni, che smerciavano hashish e marijuana tra le case di piazzale Napoli e le scuole. Ieri, dopo la notizia, il quartiere si è svegliato da un incubo e le prime reazioni sono di assoluta incredulità.

I giardini dove avvenivano gli scambi furtivi di droga sono frequentati da nonni con i cagnetti, famiglie a passeggio e nuvole di ragazzini all’apparenza «puliti» intendi a condividere con gli amici il bello e il brutto dell’adolescenza. Dietro alcuni di quei visi immacolati si nascondeva invece il terrore di ogni genitore: la droga. Tuttavia i primi a non capacitarsi dell’arresto dei carabinieri sono proprio i coetanei, magari addirittura compagni dei pusher degli anni Duemila: «Questo è un quartiere vuoto, per divertirmi vado a Voltabarozzo e il sabato in centro», attacca, senza troppa diplomazia Marco, 16 anni, espulso da scuola, «non riesco a crederci, qui non si vede o si sente mai niente di strano. Noi ragazzi ce ne scappiamo proprio perché è un rione noioso».

Di altro avviso l’amico Andrea, 14 anni, studente a Cà Edimar: «Ignoravo queste dinamiche», ammette, «ma non ne sono completamente sorpreso. A ben vedere, quale posto migliore per smerciare illegalmente di un quartiere tranquillo dove la polizia passa di rado proprio perché non succede niente?».

Loro, il volto onesto della Sacra Famiglia, giocano a calcio, si passano i cd di musica (qualcuno pirata, questo sì), al massimo fumano qualche sigaretta di nascosto da mamma e papà, ma di droga proprio non vogliono sentirne parlare: «Sono asmatico, giro con uno spray per respirare, sarei un cretino se mi avvicinassi al fumo, figuriamoci alla droga», confida Lorenzo, quasi 15 anni, studente della scuola media Valeri, «ma questa storia mi sembra da marziani. A casa mio padre mi mette in guardia ed io lo prendo in giro: basta, non vedi che qui non succede nulla? Vuoi vedere che ci ha visto più lontano di me».

Proprio i papà sono quelli più «scandalizzati» dai fatti, non solo perché i protagonisti sono appena adolescenti, ma perché l’allarme è già alto e fa paura: «Sapevo delle baby gang della Guizza», riferisce Danilo Violato, residente dal 1978, «ed ero felice di non abitarci, ma la Sacra Famiglia è sempre stata molto tranquilla». Le nonne, Breda, Paola e Antonia, che passeggiano in giardino con i loro amici a quattro zampe, assicurano: «Qui di notte si dorme, se accadeva qualcosa è stato fuori dai nostri occhi».

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