Lo sballo per la discoteca lo compravano sul web

Quando il corriere della droga è un corriere espresso. Non è un gioco di parole ma una delle novità più sconcertanti emerse dall’operazione della squadra Mobile di Padova che ha sgominato ieri un traffico internazionale di droga, arrestando 13 persone in tutta Italia, di cui 8 solo in Veneto, accusate di detenzione e spaccio di stupefacenti. Gli indagati acquistavano la droga anche online, in modo particolare sul sito olandese sensearomatic.com, fatto chiudere dagli inquirenti. Inoltre, ordinanza unica nel suo genere, è stato notificato a tutti i corrieri espresso il provvedimento di non ricevere pacchi che provengono dallo stesso sito.
Il traffico.
L’indagine, coordinata dal Pm Benedetto Roberti, è scattata a novembre del 2012, quando la Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato a Pier Lorenzo Fazi, 36enne nato a Terni ma residente a Padova e da ieri mattina costretto agli arresti domiciliari, 100 grammi di metiletcatinone, sostanza derivata dal mefedrone ma all’epoca ancora non inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti. Le analisi chimiche hanno però accertato l’estrema pericolosità del metiletcatinone, una sorta di mix fra cocaina e ecstasy, dal prezzo accessibile a tutti. Una dose della sostanza, dall’aspetto molto simile ai granelli di sale, costa appena dieci euro, c’è chi la scioglie anche nel the, sebbene il mix più letale sia anche quello più diffuso, ovvero assumerla assieme ai cocktail superalcolici che si vendono nelle discoteche. A Padova, Pisa e Pontedera, nei mesi scorsi, due ragazzi avevano accusato forti malori, rischiando anche il coma, dopo aver assunto questa droga sintetica. Quello padovano è il primo arresto europeo, dalle proporzioni così ingenti, di metiletcatinone. Dopo il sequestro, gli agenti della squadra mobile guidati dal vice questore aggiunto Marco Calì, hanno intercettato il sito internet olandese, sensearomatic.com, tramite il quale gli spacciatori si fornivano di droga sintetica. Ordinando i prodotti direttamente online, gli acquirenti, per non farsi scoprire, fornivano ai corrieri un nome fittizio e un numero di telefono. Dopo aver ricevuto la chiamata, inventando una scusa, si mettevano d’accordo con i corrieri per trovarsi in un luogo pubblico, senza farsi consegnare la droga direttamente a casa. La chiave di volta dell’operazione sono gli arresti, scattati lo scorso 26 gennaio, di Antonio Ghiani, residente a Tombelle di Saonara, cameriere in un ristorante della cintura padovana, e Odilio Gnan, che vive a Limena in via dell’Industria. I due sono stati trovati in possesso di ecstasy e mefedrone e suoi derivati. Da quel momento è scattato l’allarme in tutta la penisola, che ha portato ad altri cinque arresti nel mese di aprile, sempre per detenzione e spaccio, a Firenze, Roma, Pisa, Milano e Modena. Altre venti persone sono state denunciate in tutt’Italia, da Busto Arsizio passando per Genova e Catania. Gli spacciatori vedevano la droga soprattutto all’interno delle discoteche o nel corso di rave party. Dopo l’oscuramento del sito, il Pm Roberti ha chiesto e ottenuto che venisse notificato a tutti i corrieri il provvedimento di non ricevere pacchi che provengono dallo stesso sito, altrimenti avrebbero rischiato di essere accusati di favoreggiamento.
Ieri, quindi, sono scattati gli arresti, disposti dal gip Mariella Fino, per sette veneti: ai domiciliari finiscono, oltre ai già citati Gnan, Ghiani e Fazi, Andrea Puppin, 38enne nato a Udine ma residente a Vicenza e Massimo Volpato 28enne nato a Mestre e residente a Noale. Resterà in carcere, invece, Sara Carsana, 29enne nata a Napoli ma residente a Padova ed ex fidanzata di Ghiani. Ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, infine, Marco Bellato, 38enne nato ad Adria ma residente nel padovano Torreglia.
L’appello del questore.
Il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, dopo essersi complimentato con Marco Calì per l’operazione, è tornato a lanciare un appello ai giovani: «Queste droghe creano effetti devastanti, e mi è rivolgo anche a chi è chiamato a tutelare i ragazzi. Vale la pena rischiare la vita, per un semplice divertimento di una notte sola, se così si può chiamare?»
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