«Paghi lei i 50 euro per le notti bianche»

Una ventina di negozianti respinge al sindaco Piva l’invito a collaborare, per ritorsione contro le multe inflitte dai vigili
Di Nicola Cesaro
Corso Matteotti ancora chiuso a Este....ph. Zangirolami..Provincia\Malaman
Corso Matteotti ancora chiuso a Este....ph. Zangirolami..Provincia\Malaman

ESTE. «I cinquanta euro per le “notti bianche”? Li mettano il sindaco e la giunta che con i vigili stanno facendo morire il centro storico». L’estate si fa già torrida sotto i portici di Este: una ventina di commercianti ha contestato duramente la manifestazione “Este in Shopping” che dal 20 giugno al 25 luglio proporrà nel centro della cittadina, per sette serate, negozi aperti fino a mezzanotte e un fitto programma di animazioni.

Il progetto. Per risollevare le sorti dell’economia cittadina, il Comune di Este ha investito quest’anno 18 mila euro a favore di “Este in Shopping”, manifestazione che prevede sette serate (20 e 27 giugno, 4-6-11-18 e 25 luglio) con le serrande dei negozi alzate fino a mezzanotte, eventi musicali, esposizioni e animazioni in centro. Sono aumentate le serate rispetto alle scorse edizioni, così come il budget investito dal Comune. Ai commercianti è richiesto un contributo minimo, di 50 euro per i negozi e di 100 per i bar. Chi aderisce, oltre a poter sperare nell’ondata di clienti a caccia di sconti e saldi, potrà ampliare lo spazio del proprio plateatico o sistemarsi anche in spazi non propri, vicini al negozio, senza pagare alcuna tassa.

«Diamo la possibilità ai negozianti di portare la propria attività in strada, di promuoversi in piena libertà», spiega l’assessore allo Sviluppo economico, Leonardo Renesto.

La contestazione. «Egregio sindaco, per quanto riguarda le aperture serali di giugno e luglio, noi commercianti pensiamo che quest’anno le 50 e 100 euro da sborsare debbano essere richieste a chi come lei ha lo stipendio fisso garantito assieme al suo staff». È questo l’incipit della lettera che una ventina di commercianti hanno inviato al sindaco Giancarlo Piva per esprimere il proprio dissenso di fronte alla richiesta del contributo. Continua la missiva: «Siamo un centro che sta morendo lentamente e voi, assieme ai vostri amici del comando dei vigili, fate scappare i pochi clienti che ancora vengono in centro, dando sanzioni salatissime per due minuti di sosta o per auto con parcheggio pagato ma sistemate male. Venite fuori dalle vostre certezze e andate incontro a chi di incertezze vive ormai da molti mesi». A firmare la dura lettera, tra gli altri, sono i titolari di Chic&Pop, Visentin Fashion Group 2.0, Brando, Ibisco Cafè, Playlife, Uplà Megastore, Cose Così, Expace, Geox, Bar Provvidenza, Esté, Mister Young e Xe Blu.

L’ira di Piva. «È incredibile l’atteggiamento di queste persone: fosse per me, dopo aver letto la lettera, avrei voluto cancellare l’intera manifestazione. Mi hanno persuaso l’assessore Renesto e il pensiero che questi commercianti rappresentano solo una parte degli esercenti del centro storico. Non è giusto che tutti paghino un comportamento così privo di buon senso».

Piva ricorda come in altri Comuni i contributi richiesti in manifestazioni come queste siano ben più alti: «Chiediamo nemmeno 7 euro ai negozianti e meno di 15 a sera per ogni locale, a fronte di una possibilità di incasso, soprattutto per i bar, ben più alta. Oltre che avere scarso fiuto per l’occasione, questi commercianti dimostrano di avere poco rispetto per il Comune, che mai come quest’anno si è messo in gioco per la manifestazione».

Minaccia Piva: «Facciano pure a meno di partecipare, ma visto che tirano in ballo i vigili sappiano che la nostra polizia locale, in quelle sere, controllerà minuziosamente che questi locali e negozi siano perfettamente in regola e non escano di mezzo centimetro dai rispettivi plateatici».

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