Indagato un agronomo del Comune: «Non fece abbattere il pioppo killer»

PADOVA. Falso e omicidio colposo. Sono le accuse che il sostituto procuratore Benedetto Roberti muove al perito agronomo Carlo Jacopo Zeffiro che si occupò (incaricato dal Comune di Padova) della mappatura delle piante in alcune zone della città. Il professionista doveva decidere quali erano da abbattere, quali potevano costituire un pericolo per i passanti. Qualche mese prima dell’incidente costato la vita a Romeo Magdici, da quel che risulta alla procura, Zeffiro controllò pure quel maledetto pioppo di via Avanzo che il pomeriggio del 26 agosto si abbattè sull’auto dello sfortunato automobilista che morì sul colpo. Quell’albero era malato e quindi il perito doveva segnalarlo e la pianta sarebbe stata abbattuta. L’accusa che gli viene mossa è per ora in concorso con ignoti, visto che altri indagati allo stato non ce ne sono.
Il compito del perito non era affatto facile, da quell’incidente in poi c’è stata una stretta da parte dell’amministrazione comunale. Si tagliano più alberi, non si possono rischiare delle vite umane tenendo in piedi degli alberi non sani, che alla prima raffica di vento possono cadere. È di questi giorni la protesta di alcuni residenti di Città Giardino che hanno abbracciato fisicamente alcune robinie, impedendo che la sega tagliasse i tronchi. Le dieci robinie per ora sono salve, ma i residenti rischiano una denuncia penale, visto che hanno ostacolato un servizio pubblico. Quegli alberi sono a rischio caduta: l’amministrazione comunale vuole evitare che succedano altre tragedie come quella in via Avanzo. Nonostante l’azione di forza dei residenti, che ha mandato all’aria l’abbattimento in via D’Annunzio a Città Giardino, gli alberi hanno pochi giorni di vita, visto che il taglio è solo rimandato.
Tornando alla tragedia di via Avanzo quell'albero-assassino, pesante oltre 90 quintali e alto 23 metri, era in condizioni non buone. Lo si poteva notare guardandolo attentamente: è quanto sostiene il professor Lucio Montecchio, della cattedra di Patologia forestale all'Università di Padova, consulente incaricato dall'avvocato Federico Alati che tutela la famiglia della vittima. Romeo Magdici, un operaio romeno di 30 anni residente a Mortise e papà di una bimba di sette anni, muore all'istante mentre è al volante della sua Renault Laguna famigliare, schiacciato dal pioppo; accanto a lui, restano ferite la moglie di 29 anni e, sul sedile posteriore, la loro figlioletta spettatrice dell'atroce fine del papà. Una tragedia che non si deve più ripetere: gli alberi malati ora vengono tagliati con maggiore solerzia.
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