«Silvia, te ne sei andata tenendomi per mano»

LIMENA/CITTADELLA. Tante, tantissime persone hanno affollato la chiesa di Pozzetto a Cittadella per l’ultimo saluto a Silvia Palladin, giovane madre, giovane moglie e giovane figlia. Presenti molte persone della comunità, anche di quella limenese (Silvia era moglie dell’assessore Jody Barichello), moltissimi amici, le associazioni di softair Lone Wolf e di difesa personale per donne. E amministratori pubblici. Oltre al sindaco di Limena, Giuseppe Costa, e ai membri della giunta e alcuni consiglieri comunali, infatti, c’erano anche il senatore Massimo Bitonci, l’assessore regionale Maurizio Conte, il vicepresidente della Provincia Roberto Marcato e il sindaco di Cittadella Giuseppe Pan. Numerosi anche i sacerdoti che hanno officiato la cerimonia, che il marito, Jody, ha seguito sempre in piedi, lo sguardo fisso alla fotografia della moglie appoggiata sopra la sua bara.
Incredibile la forza della famiglia natale di Silvia, i cui membri hanno animato la messa: la madre Lina ha letto la lettura del profeta Isaia, poi, insieme al marito Franco, ha portato all’altare i doni al momento dell’offertorio. La sorella Carla ha letto le preghiere e una lettera alla fine, in cui sottolineava come le due famiglie siano in effetti unite dall’amore di Silvia e dai due bimbi, rimasti senza mamma, ma con tanti parenti intorno, pronti ad aiutarli. E proprio dedicato ai figli è stato l’intervento della cognata Martina, che ha fatto leggere una poesia di Kahlil Gibran: i figli non appartengono ai genitori, ma sono frecce scagliate dal loro arco, destinati a vivere la loro vita. Commosse le amiche, hanno ricordato i tanti momenti trascorsi insieme, dall’infanzia alla giovinezza, con i concerti, le serate, le vacanze, fino al matrimonio. Mentre le colleghe hanno condiviso con i presenti l’immagine di Silvia educatrice alla scuola materna Aurora a Cittadella, mentre cammina in cortile attorniata da tanti bambini. Amici e amministratori hanno confermato il loro sostegno al marito Jody e ai suoi due piccini di 2 anni e mezzo e otto mesi appena. «Sei passata veloce come una cometa nella nostra vita, ma hai lasciato una scia luminosissima», portava scritto il retro della foto di Silvia.
Ma il momento più coinvolgente e commovente è stato il ricordo del marito, che ha ripercorso i nove anni di amore e di vita insieme. «Il giorno più bello della mia vita è stato il 13 ottobre del 2007, quando ci siamo sposati», ha letto, «e quello più brutto quando il medico ci ha dato la notizia della ricomparsa della malattia». Si erano conosciuti nel 2004, “per caso”, perché lui aveva accompagnato a Rimini un amico, fidanzato con la cugina di lei. Al mare c’era anche Silvia: fu amore a prima vista; da quel momento non si erano più lasciati. «Ti ho amato tantissimo», ha detto ancora, «e l’unica cosa che volevi dalla vita era una famiglia e dei figli. Non mi hai mai chiesto altro. Sono felice di aver potuto esaudire i tuoi desideri. E fino all’ultimo momento, in cui te ne sei andata tenendomi per mano, hai pensato ai nostri bambini. Ciao amore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








