Viabilità a Chiesanuova vertice con il Comune
CHIESANUOVA. Non ci sarà un senso unico in via Pelosa, ma si sta studiando un percorso sicuro per ciclisti, ragazzi e pedoni che metta in collegamento la chiesa delle Cave, il parco di via Pelosa e gli impianti sportivi Padova 2000. Inoltre, è al vaglio del settore urbanistica anche la rotonda di via Lombroso, da tempo segnalata dagli automobilisti come pericolosa e mal funzionante. Di questo e di altre questioni di viabilità che riguardano il rione di Chiesanuova, si parlerà giorno 25 giugno, alle 21, nella sala del Consiglio di quartiere di via Da Piaz. Ad organizzare l’assemblea pubblica, invitando il sindaco Ivo Rossi, i tecnici di palazzo Moroni, il consigliere comunale Gianni Berno e, naturalmente, i cittadini, c'ha pensato Romano Lovison, consigliere circoscrizionale del Cdq 6 e residente del quartiere.
La settimana scorsa si sono ritrovati sul posto Rossi, Berno, Lovison e don Alberigo, parroco delle Cave e primo firmatario della petizione che ha sollecitato i lavori sulla via. «Immaginare un senso unico su via Pelosa», scandisce Lovison, «è tecnicamente impossibile perché significherebbe moltiplicare i disagi per gli automobilisti che la percorrono tutti i giorni per andare a lavoro. Piuttosto, per venire incontro ai residenti, stiamo pensando di ricavare dalle attuali recinzioni, che saranno spazi espropriati, dei parcheggi ad uso e consumo di chi ci abita. E’ già stato sistemato il park Brentelle con il divieto di sosta a 30 minuti, che ha “liberato” il parcheggio da fastidiose presenze. Infine interverremo anche sulla rotonda di via Lombroso: è stata monitorata per mesi dai tecnici e la soluzione, che presenteremo in assemblea, sarà quella di inserire degli innesti per ridurre la corsa delle auto».
L’obiettivo principe è fare un po’ d’ordine: via Pelosa è una strada provinciale che da anni aspetta d’essere sistemata, mentre si è giovata solo di piccoli interventi a singhiozzo resi vani dal fatto che, dopo un breve periodo di tempo, la carreggiata cede sotto la spinta dei mezzi pesanti. Insomma una spina nel fianco di palazzo Moroni e dei comuni limitrofi (Selvazzano in testa) che deve fare i conti con una ciclabile incompiuta che mette in pericolo, tutti i giorni, pedoni e ciclisti che si avventurano sulla strada: non è terminato il percorso ciclabile proveniente da Vicenza che deve collegarsi con la ciclabile padovana da un lato e quella dei Colli dall’Altro; non è compiuto nemmeno il tracciato in direzione di Caselle, di competenza del Comune di Selvazzano e non si vede la fine, all’altezza del bivio Sp82, del tratto che da Padova lascia il territorio comunale.
Elvira Scigliano
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