Arriva Theo Teardo, il mago delle colonne sonore elettroniche
Che si tratti di raccontare l’orrore delle violenze nella Scuola Diaz di Genova durante il G8, o l’inquietante lato oscuro della parabola politica di Giulio Andreotti, l’arte magistrale di Theo Teardo sta tutta nella scelta di un suono unico, sospeso nel limbo, che viene ripetuto a velocità costante. Da queste pulsazioni ossessive il compositore di origini pordenonesi, rubato alla scena punk e al rumorismo, è in grado di sviluppare colonne sonore per il cinema che rafforzano il potere narrativo delle immagini. E dopo l’artista, che esprime tutto con un semplice “rumore”, arriva l'artigiano, il compositore: Theo Teardo armonizza, arrangia, sviluppa i temi e le dinamiche. «Nel caso del Divo quel suono è un glockenspiel registrato su nastro e mandato al contrario» ci svela Teardo «è il concetto dello stile barocco e del suo basso continuo, solo che nel mio caso è un basso ipnotico, molto più vicino al rock e alla trance music». Sarà possibile apprezzare questa sera, alle 22, le migliori musiche da film firmate da Teardo nell'ambito della rassegna “Inkubo Electronic Experience”. Negli scenari d’avanguardia del futuro centro Sonica a Villa del Conte, suonerà dal vivo la sua chitarra baritona e vari dispositivi elettronici accompagnato sul palco dalla violoncellista Martina Bertoni per il progetto intitolato “Music, film. Music”. Si tratta di uno spettacolo raro, che suggella l'impegno di Teardo come autore di colonne sonore per il cinema italiano ormai da più di 10 anni. Galeotta fu la prima esperienza con “Denti” di Gabriele Salvatores, nel 2000, poi, arrivano anche le pellicole di Paolo Sorrentino (“L'amico di Famiglia” e “il Divo”) e il recente ”Diaz” di Daniele Vicari, grazie al quale era in lizza per i recenti David di Donatello (già vinto dal compositore pordenonese nel 2009). .
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