Canile, costi astronomici e poco chiari

La minoranza critica la gestione comunale. Miazzi: «Operazione da 324.000 euro, dubbi sulle cifre per acquistare l’area»
Di Francesco Segato
Monselice, 13.03.2012.Visita al canile di via Erbecè..ph. Zangirolami.Nella foto: le gabbie vengono pulite due volte al giorno.
Monselice, 13.03.2012.Visita al canile di via Erbecè..ph. Zangirolami.Nella foto: le gabbie vengono pulite due volte al giorno.

MONSELICE. Esplode la polemica sui costi del canile comunale. A poco più di un anno dall’avvio della nuova struttura in via Erbecè, che comprende canile sanitario e rifugio, l’opposizione punta il dito sui costi dell’operazione. 324.000 euro la cifra indicata nel rendiconto di gestione 2012. Si tratta di 220.000 euro per i lavori necessari a ottenere le autorizzazioni Uls per il funzionamento e la messa a norma delle strutture, oltre che per l'acquisto delle stesse e dell'area. In altri due capitoli invece sono stati stanziati 11.000 e 93.000 euro, spese per la gestione. Il consigliere della “Nuova Monselice”, Francesco Miazzi, ha chiesto un rendiconto dettagliato: si scopre così che sono stati spesi 61.590 euro (al netto dell’Iva) per attrezzature. Dai 46.700 euro per i lavori di manutenzione e sistemazione dei box per i cani ai prefabbricati in uso al personale, oltre che per l’installazione di due nuovi cancelli, ai 10.000 per la messa a norma dell’impianto elettrico. Mentre le cucce sono costate 4.860 euro. Quanto alle spese per la gestione, ammontano a 106.773 euro nel corso del 2012. Tra le varie voci, 34.685 euro è il compenso agli addetti: c’è una dipendente assunta tramite una cooperativa, a cui si affiancano quattro lavoratori socialmente utili con poche ore settimanali. Spiccano i 45.725 euro per l’affitto della struttura e il servizio “cinovigile”. Il canile non è di proprietà comunale. I proprietari dell’area sono alcuni privati, che anni addietro hanno affittato il terreno a un altro privato, Alessandro Nosarti. Questi è incaricato del servizio di accalappiacani ed è anche proprietario delle strutture. Una situazione un po’ ingarbugliata, su cui anche la Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti.

Ancora tra le spese di gestione, 11.455 euro sono andati a veterinari, 2.723 in spese per Uls e Università. Dar da mangiare ai cani è costato 3.441 euro, 2.170 sono stati spesi invece in medicine, 1.093 in prodotti per la pulizia e 2.473 in smaltimento rifiuti. A fronte di queste spese, ci sono stati anche degli utili per 100.333 euro: 68.681 di contributo dall’Uls, 12.125 dai Comuni convenzionati, 19.500 euro dalla Procura per i 72 cuccioli sequestrati l’anno scorso. Monselice, Cartura, Arquà Petrarca e Vescovana sono, al momento, i soli Comuni convenzionati per il canile rifugio. Due Carrare, Pernumia, Conselve e Pozzonovo hanno chiesto di aderire. Resta poco chiaro il punto sull’acquisto dell’area (circa 12.000 mq). Il sindaco lo stima intorno ai 150.000 euro, ma la relazione dell’ufficio tecnico parla di un preventivo di 60.000. «Non si tratta di essere a favore o contrari al canile, dato che tutti amiamo gli animali e riconosciamo il grande lavoro svolto dai volontari» commenta Miazzi. «Quello che non accettiamo è di essere presi in giro, specie in consiglio comunale. E' importante che i cittadini conoscano le cifre che girano».

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