Condomini, da oggi stop al divieto per cani e gatti

Da oggi la riforma dell’amministrazione dei condomini Cambruzzi: «C'è il rischio che aumentino i litigi»

PADOVA. La riforma del condomino che entra in vigore oggi rischia di essere un «tappeto per le liti condominiali». Il giudizio tranchant è di Giorgio Cambruzzi, presidente dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari che a Padova rappresenta circa 3.200 condomini.

Da oggi infatti cambiano le regole per gestire i rapporti di condominio grazie alla legge 220 del 2012. «Molte cose a Padova le applichiamo da tempo» commenta Cambruzzi. Ma qualche elemento di novità rispetto al passato c’è. A partire dalle nuove regole per cani e gatti: la presenza di animali domestici non può più essere vietata dai regolamenti condominiali. La scelta rimane al proprietario anche se nel caso di appartamenti in affitto a decidere è il padrone dell’immobile e non l’affittuario. Ma, nonostante tra vicini spesso si litighi proprio a causa di Fido, quello che preoccupa Cambruzzi è altro. «Dal momento in cui viene nominato l’amministratore deve presentare nome, cognome, codice fiscale... a momenti anche il numero di scarpe. E se non lo fa è motivo di revoca. Questo, secondo noi, lo espone a molte ripicche perché i singoli condomini possono proporne la revoca e anche portarlo di fronte al magistrato». Insomma, una situazione altrettanto esplosiva visto che spesso nei condomini gli abitanti litigano proprio sulla scelta di questo o di quell’amministratore. Ora ad accendere la miccia basta il malumore di un singolo. «Inoltre saremo responsabili di una serie di registri: quello dei verbali, quello delle nomine e quello dei proprietari. Anche in questo caso se non curiamo i registri possiamo essere revocati» continua. Altri aspetti della riforma toccano meno Padova, che secondo i suoi amministratori di condominio è avanti già in molti aspetti. «Come il rapporto con le amministrazioni locali, con le quali collaboriamo da tempo» spiega «o ancora il conto corrente dedicato al palazzo». Ma nella riforma, secondo l’associazione, ci sono alcune lacune. «Non si parla della sicurezza e della responsabilità penale dell’amministratore, aspetto che sollecitiamo da tempo. E neppure dell’efficienza energetica degli edifici. Sono le questioni più importanti». Tra le novità della riforma anche l’innalzamento del limite per l'obbligo di amministrazione, passato da quattro a otto. «Attenzione, la prima settimana chi si fa carico delle questioni condominiali è un santo, poi diventa la pecora nera. Non ci si improvvisa amministratori. Noi continuiamo a fare formazione e abbiamo sempre più richieste di partecipazione ai corsi».

 

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