Assalti nelle ville, sgominata la banda

Tre arresti della squadra mobile di Padova hanno permesso di sventare due colpi nelle abitazioni di altrettanti imprenditori (uno a Pesaro e uno a Saletto), oltre a un probabile sequestro di persona. Tre arresti in flagranza che hanno sgominato una banda di professionisti con al vertice due elementi di spicco della malavita padovana. Tre arresti che, molto probabilmente, permetteranno agli inquirenti di risalire ai responsabili di furti nelle abitazioni di Padova e dintorni.
Le indagini coordinate dal pm Roberto D’Angelo hanno fatto aprire le porte del carcere per Marino Bonaldo, sessantunenne padovano ex affiliato alla mala del Brenta, e Michele Mille, quarantaquattrenne pluripregiudicato che vive alla Guizza. Agli arresti domiciliari è finito Christian Grasso, trentatduenne di Albignasego con alle spalle precedenti per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, e un lavoro umile e precario che l’aveva convinto a fare da palo alla banda per arrotondare lo stipendio. Sono accusati di tentato furto e tentata rapina.
I pedinamenti.
Gli uomini guidati dal vice questore aggiunto Marco Calì si sono messi sulle tracce della banda un paio di mesi fa. Grazie a una soffiata, di quelle giuste: Michele Mille era sospettato di essere tra i ladri che asportavano le casseforti dalle case. Grazie a una microspia posizionata nell’auto di Mille, gli investigatori sono riusciti a controllarne spostamenti e piani d’azione. Già da un mese Mille e Bonaldo avevano in mente di fare irruzione nella villa di un imprenditore di Pesaro, sequestrarlo in casa e rubargli la cassaforte. I due compiono diversi sopralluoghi nelle Marche, in uno di questi due agenti della squadra mobile li seguono addirittura in scooter. Si arriva a 15 giorni fa, quando è tutto pronto per il colpo. La polizia, tuttavia, riesce a sventare la rapina con un semplice controllo stradale. Una volante ferma la macchina di Mille e lo denuncia (oltre a dargli il foglio di via da Pesaro) per possesso di oggetti atti allo scasso e proiettili a salve.
L’appostamento.
Fallito il blitz di Pesaro, la banda non si arrende e mette a punto un nuovo assalto ai danni di un imprenditore agricolo di Saletto, nel Montagnanese. Il colpo per svuotare la cassaforte sarebbe dovuto avvenire domenica scorsa, dalle 13 alle 15, con l’imprenditore (un appassionato di oggetti di antiquariato) fuori casa. Gli agenti della mobile già dalle 11 si appostano nelle vicinanze della villa, all’interno di un furgone e nascondendosi tra i boschi circostanti. La banda arriva dopo le 14, Bonaldo e Mille entrano nel giardino della casa, mentre Grasso gira per la via in scooter per controllare la situazione. Passano quaranta minuti e dalla casa non esce nessuno. Così gli agenti decidono di uscire allo scoperto e bloccano Grasso. I complici, poco dopo, chiamano il “palo” al cellulare e non ricevendo risposta tornano fuori preoccupati. È qui che vengono acciuffati dagli agenti. All’interno dell’auto e addosso ai due vengono trovati un binocolo, arnesi per lo scasso e uno strano oggetto, al vaglio degli artificieri, al cui interno molto probabilmente c’è materiale esplosivo.
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