Rapinata in casa: così hanno ridotto una donna di 97 anni

L'anziana in ospedale: "Andate a farvi benedire voi e Allah. Quando ho detto così sono diventati belve"
POLETTO VISITA SINDACO BASTIA A CHIARA FONTANILI OSPEDALE ABANO
POLETTO VISITA SINDACO BASTIA A CHIARA FONTANILI OSPEDALE ABANO

ROVOLON. Anziana di 97 anni di Rovolon legata mani e piedi e picchiata a sangue da due energumeni per la misera cifra di 50 euro.

È successo l'altra notte, in una villetta isolata ai margini del bosco, in via San Giorgio 39, dietro al ristorante Ai Castelli e a 100 metri dalla chiesa di Rovolon. La vittima della cruenta aggressione è Chiara Fontanili, un'arzilla nonnina ormai alla soglia dei cent'anni, vedova, che vive da sola all'ombra del monte Madonna.

La donna, intorno alle 23.30 di mercoledì, sentiti alcuni rumori sul portone d'ingresso al piano terra dell'abitazione, ha aperto pensando fosse il gatto che è solito graffiare lo stipite per farsi aprire. Si è invece trovata di fronte due malviventi a volto scoperto che, stando al racconto della malcapitata, con lei parlavano in un italiano stentato mentre tra di loro comunicavano in una lingua incomprensibile. «Dacci i soldi altrimenti ti ammazziamo», avrebbero detto a tu per tu con la pensionata. Chiara, che nonostante l'età avanzata non è persona da lasciarsi intimorire, ha opposto residenza con tutte le sue forze e a quel punto la coppia di malintenzionati, dopo averla tramortita con calci e pugni, l'ha legata mani e piedi con nastro da pacchi.

Nonostante fosse immobilizzata, la novantasettenne ha continuato a inveire contro i malviventi, che per farla stare buona hanno rincarato a più riprese la dose di botte. Una volta messo sotto sopra l'appartamento e aver racimolato la misera cifra di 50 euro, contenuti in una borsetta, i due se ne sono andati lasciando la poveretta dolorante, sanguinate dal volto, sul pavimento della camera al piano terra, con le mani e i piedi immobilizzati dallo scotch. Solo verso mattina, dopo essersi sgolata a chiamare aiuto, la poveretta, con pazienza certosina, è riuscita a slegarsi e a premere il pulsante rosso del telesoccorso, che attiva il combinatore telefonico collegato con i carabinieri e con i telefoni cellulari di alcuni parenti. Verso le 9.30 di ieri mattina, sul posto si è portata una pattuglia dell'Arma con il comandate della stazione di Bastia, il maresciallo Fino, che ha trovato Chiara Fontanili dolorante ma in piedi.

Poco dopo è giunta anche l'ambulanza del Suem che l'ha trasportata al Pronto soccorso della Casa di Cura di Abano, dove le hanno riscontrato la nona e la decima costola destra incrinate, ecchimosi alla spalla e ad uno zigomo. È stata dichiarata guaribile in 30 giorni. Chiara Fontanili, che è originaria dell'Emilia, vive sola nella villetta col tetto all'americana, stile anni Sessanta, all'inizio del sentiero che porta alla piana delle Fiorine, da quand'è rimasta vedova. Suo marito, soprannominato "Barba" Lazzarini, era conosciuto in paese come l'Alpino. Una persona socievole, un bontempone, che per le Festività, assieme alla moglie, si travestiva da Babbo Natale e andava per le scuole a portare doni ai bambini.

«Andate a farvi benedire voi e il vostro Allah». Chiara Fontanili, ancora provata, racconta dal suo letto in Casa di cura che è stato questo a fare scattare la furia dei due rapinatori che s’è trovata in casa l’altra sera. «Avevano la pelle scura, mi sembravano marocchini. Quando ho detto quelle parole, hanno cominciato a picchiarmi: dovevano essere musulmani». Poi ancora botte e la richiesta di soldi: «Dicci dove li hai nascosti. Io non volevo dirglielo, poi alla fine ho ceduto e hanno trovato i 50 euro che avevo in casa. Ma quel po’ d’oro che avevo no, quello sono riuscita a tenermelo» sospira la 97 enne, che però confessa: «Adesso ho paura, non me la sento più di abitare così isolata». È visibilmente provata, non riesce a dire altro. Il sindaco, che è andata a trovarla in Casa di cura ad Abano, si commuove: «Stia tranquilla, signora», le ha ripetuto Maria Elena Sinigaglia, «troveremo una soluzione per lei, ci sono le case per gli anziani appena costruite a Bastia». L’anziana è parsa rinfrancata da quelle parole: contro i due banditi che l’anno aggredita ha tirato fuori tutta la sua grinta, ma la notte passata a gridare aiuto, pesta e dolorante sul pavimento di casa, le hanno segnato l’anima, oltre che il fisico.

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