Credito alle aziende: sette volte su dieci la banca dice di no

PADOVA. Bussano in banca per problemi di liquidità, più che per programmare investimenti. Ma, in sette casi su dieci, trovano le porte chiuse. Eppure sono certe di avere le carte in regola per accedere al credito. E sono disposte a cambiar banca, pur di ottenere credito per coprire i pressanti problemi di liquidità. E’ il messaggio, disperato, lanciato dalle piccole imprese padovane coinvolte da Fabbrica Padova, Centro studi di Confapi Padova, nell’indagine “Banca e Finanza” realizzata in luglio per sondare salute, esigenze e difficoltà delle piccole imprese sul fronte dei rapporti con gli istituti di credito, nell’ottica di facilitare il loro accesso al credito attraverso percorsi di trasparenza e controllo di gestione dei bilanci aziendali. A 70 imprese è stato sottoposto un questionario di sette domande: è la quarta tappa del progetto “Fabbrica Padova” che Confapi – Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia – sta realizzando con la Camera di Commercio. Obiettivo, comprendere come facilitare l’accesso al credito delle imprese.
Sette domande. Il questionario ha chiesto agli imprenditori se negli ultimi sei mesi abbiano rilevato un incremento degli interessi applicati dalle banche; se conoscano i tassi applicati dalla propria banca; se nell’ultimo semestre abbiano presentato una nuova richiesta di credito, o di ampliamento di uno esistente; i motivi per cui è stato richiesto il credito; se l’azienda meriti maggiore credito dal sistema bancario; infine due domande per capire se l’imprenditore sarebbe disposto a cambiare banca in presenza di condizioni migliori e a inviare alla propria banca report economici trimestrali pur di guadagnare credibilità. I risultati dimostrano quanto pesante sia il problema del credito per le Pmi locali. Quasi 7 imprese ogni 10 dichiarano di aver rilevato un incremento degli interessi applicati dalle banche nell’ultimo semestre, contro un 31% che ha risposto di “no”. A dimostrazione di quanto aggiornate siano le imprese sul fronte del credito è il dato (94%) riguardante la conoscenza esatta dei tassi applicati dalla loro banca. Quanto a nuova richiesta di credito, o ampliamento di uno già esistente, il 56% delle aziende l’ha presentata negli ultimi sei mesi: il 32% per sofferenza di liquidità, il 27% per “nuovi investimenti”, un altro 32% risponde al “fabbisogno per aumento di circolante”, e il 9% per altri motivi.
Trattati con diffidenza. Il 67% degli imprenditori interpellati dice di essere trattato con diffidenza dal sistema bancario e di non ottenere il credito “meritato”. Significativo è che l’80% è pronto a cambiare istituto di credito pur di ottenere condizioni migliori. E l’88% delle imprese – quasi 9 su 10 – è disposto a inviare report economici trimestrali alla banca per avere maggior credito o minore interesse. Il restante 12% si chiude a riccio. L’aumento dei tassi di interesse riscontrato dalle imprese, e il fatto che la maggior parte degli imprenditori fa ricorso al credito bancario per sofferenza di liquidità, trova riscontro in una ricerca della Fondazione Nord Est, sulla situazione economica delle famiglie e i consumi. Emerge come le famiglie del Nordest dichiarino di essere in difficoltà nel mantenere consumi e stili di vita pre-crisi.
«Condizioni critiche». Ben il 59,3% degli intervistati ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi cinque anni e una famiglia ogni dieci parla di «condizioni critiche». «E’ palese» dichiara il direttore di Confapi Padova Davide D’Onofrio «come la sofferenza economico finanziaria di imprese e famiglie nella gestione del credito e del potere d’acquisto sia sulla stessa linea. Le banche stanno sempre più attente a erogare nuove linee di credito ma è lampante quanto sia necessaria nuova liquidità da destinare al sostegno dell’economia reale. Confapi Padova sta attivando strategie per facilitare l’accesso al credito». E Jonathan Morello Ritter, presidente Giovani Imprenditori di Confapi: «La difficoltà dell’accesso al credito è causa principale di chiusura delle aziende. Per questo, con l’accordo di collaborazione siglato tra Confapi Padova e la società Ambico-Ambiente Consulenza srl, possiamo parlare di una svolta. Attraverso la rete di competenza di un gruppo di imprenditori e con il sostegno dell'Università siamo in grado di porre fine a questo flagello. Le parole chiave sono trasparenza e controllo di gestione, attraverso le quali diventiamo facilitatori per l’accesso al credito delle aziende».
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