È morto Carlo Mazzacurati, Padova perde il suo regista Sabato l'ultimo saluto al Cuamm

PADOVA. È il regista simbolo di Padova che tante volte ha raccontato la città del Santo nei suoi film. È morto a 57 anni Carlo Mazzacurati, regista conosciuto in Italia e nel mondo: da alcuni mesi era affetto da un gravissima male che ne ha segnato la fine. Per alcune settimane è stato ricoverato all'ospedale di Monselice, poi da qualche giorno la decisione di trasferirlo in città.
La famiglia ha comunicato che i funerali si terranno in forma strettamente privata in Toscana. Ma sabato, dalle 9 alle 18, la sua Padova potrà salutarlo per l'ultima volta con una camera ardente nella sede di Medici con l'Africa Cuamm, in via San Francesco 126. Al termine, alle 18, si terrà un breve momento di preghiera e di ricordo.
Nato a Padova nel 1956, Mazzacurati studia al Dams di Bologna e nel 1979 realizza il suo primo film, «Vagabondi» (in 16mm), che nel 1983 viene premiato al festival milanese Filmmaker Doc. Come regista, vince il Leone d'argento nel 1994 alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia con il film «Il toro». Altre sue opere di successo di pubblico e critica sono: «Vesna va veloce »(1996), «La lingua del santo» (2000), «La giusta distanza» (2007), «La Passione» (2010).
Nel 2010 ha realizza anche il documentario "Sei Venezia", con visioni inedite della città lagunare. Come sceneggiatore ha collaborato, tra gli altri, con Daniele Luchetti e Gabriele Salvatores, vincendo il Premio Solinas per la sceneggiatura di "Marrakech Express". Recita piccole parti in tre film di Nanni Moretti.
L'ultimo film. L’ultima sua pellicola è «La sedia della felicità», una caccia al tesoro stralunata che attraversa un Nordest abitato da una bizzarra umanità, una pellicola tra commedia e film sentimentale. Prodotto da Angelo Barbagallo e girato in Trentino, non è ancora uscito in sala. Nel novembre scorso ha ricevuto il «Gran Premio Torino» per la carriera, presentando la pellicola al festival del cinema del capoluogo piemontese.
Il meglio dei suoi film
La biografia completa di Carlo Mazzacurati
Carlo Mazzacurati era nato a Padova il 2 marzo 1956. Animatore del cineclub padovano "Cinema Uno" assieme a Piero Tortolina, si trasferì a Bologna negli anni settanta e fu fra i primi studenti del corso di laurea Dams. Nel 1979 autoprodusse un film in 16mm, "Vagabondi", che nel 1983 vinse il premio di distribuzione offerto dalla Gaumont al festival milanese Filmmaker. Successivamente si trasferì a Roma dove fu autore dei testi di alcune trasmissioni tv e, nel 1985, scrisse assieme a Franco Bernini la sceneggiatura di ’Notte italianà che divenne un film da lui diretto nel 1987.
Mazzacurati raccontò il Nordest in numerosi film molto apprezzati da pubblico e critica per il suo modo di alternare dramma e commedia e di entrare nella vita della gente semplice evitando stereotipi e schemi noti e abusati. Un cinema leggero e impegnato che ricevette anche un prestigioso premio nel più importante festival italiano: nel 1994 "Il toro" vinse il Leone d’Argento alla Mostra di Venezia. Tra i suoi film si ricordano "Il prete bello" (1989), "Un’altra vita" (1992), "Vesna va veloce" (1996), "La lingua del santo" (2000) e "La passione" (2010).
Mazzacurati alternò al lavoro di regista quello di sceneggiatore e produttore. Collaborò alla sceneggiatura di film, tra gli altri, di Daniele Luchetti e Gabriele Salvatores, con cui vinse il Premio Solinas per "Marrakech Express". Nel 2009 produsse con Angelo Barbagallo ed Edoardo Scarantino il film documentario "The One Man Beatles" di Cosimo Messeri, in concorso alla IV edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e candidato ai David di Donatello 2010 come miglior documentario. Mazzacurati si è anche prestato a recitare piccole parti in tre film del collega e amico Nanni Moretti ("Palombella rossa", "Caro diario" e "Il caimano"). Dal 2011 era presidente della Fondazione Cineteca di Bologna.
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