Pensionato operato, ma il cancro non c’era

Fa causa civile e ottiene 350 mila euro dalle assicurazioni. Un medico indagato ma il reato è prescritto
SANDRI - FAN DI VIOLETTA
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Maxi-risarcimento di 350 mila euro a un pensionato veneziano operato di un cancro allo stomaco che non aveva. Un risarcimento liquidato dalle compagnie assicuratrici dell’ospedale di Padova e del poliambulatorio di Mestre al quale si era rivolto per una visita. È il 2006 e G.P., 71enne pensionato di Zelarino, avverte dei disturbi allo stomaco sempre più fastidiosi e l’alito pesante tanto che gli amici del bar, con i quali gioca a carte, lo prendono un po’ in giro: «Hai l’alito che puzza». Così prenota una visita da uno specialista, il dottor Lidio Monego, un medico internista della casa di cura privata Policlinico San Marco di Mestre. Un medico noto, con residenza a Venezia e piuttosto anziano, eppure in piena attività nonostante i suoi 85 anni. L’esito del controllo è drammatico: a G.P. viene diagnosticato un cancro allo stomaco, un adenocarcinoma ben differenziato dopo l’esecuzione di un esame denominato EGDS, l'esofagogastroduodenoscopia, in pratica una gastroscopia effettuata il 19 giugno. Per maggior sicurezza l’uomo è sottoposto anche a una biopsia, mentre i tessuti prelevati passano la verifica di un esame istologico che rivela, almeno secondo la cartella clinica, “frustoli di adenocarcinoma”. La presenza del tumore sembra confermata. Il pensionato viene consigliato di recarsi subito in un centro specializzato, uno dei migliori è l’Azienda ospedaliera di Padova. E qui i medici decidono di sottoporlo a un intervento di gastrectomia radicale, cioè l'asportazione di un'ampia parte dello stomaco. Un intervento invasivo e doloroso, a volte non privo di conseguenze. Intervento inutile. Il paziente racconta che, appena risvegliato dall’anestesia, il chirurgo (l’allora primario Augusto Corsini), gli avrebbe detto: «Lei non aveva niente». Il pensionato ha presentato denuncia in procura. E non solo. Al termine di una lunga vertenza, la vittima (tutelata dall’avvocato Marco Veneruso) ha ottenuto un risarcimento di 350 mila euro pagati dalle assicurazioni del poliambulatorio e dell’ospedale padovano. Ma il legale del paziente ha appellato la sentenza civile reclamando per il suo cliente 115 mila euro di spese per l’assistenza di cui ha avuto bisogno. Inoltre ha avviato un’altra causa per ottenere un risarcimento “personale” dai due medici. Pure la figlia ha avviato una causa civile parallela, reclamando dai due sanitari 50 mila euro di risarcimento per la grave depressione patita. Monego è indagato dalla procura per lesioni gravi, ma il reato è prescritto.

Cristina Genesin

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