Correzzola piange il panettiere che doveva diventare calciatore

CORREZZOLA. Un forma rarissima e incurabile di tumore lo ha stroncato nel giro di un mese: si è spento lunedì all’ospedale di Piove di Sacco Valter Visentin, 45 anni, molto conosciuto nel suo paese, Correzzola, dove gestiva con il fratello Sandro il panificio di via Garibaldi. Una professione, quella del panettiere, che Valter aveva intrapreso, sulle orme di mamma e papà, dopo che era sfumato il suo sogno di sfondare nel grande calcio. Da giovane, infatti, giocava nella Primavera del Padova. Dovette fermarsi diversi anni a seguito di un grave infortunio. Quando aveva 23 anni fu nientemeno che Antonio Caliendo, procuratore di giocatori come Roberto Baggio e Totò Schillaci, a farlo tornare sul campo, scommettendo sul suo talento. Ma, di nuovo, un infortunio ha messo fine alla carriera calcistica di Visentin, stavolta definitivamente. E non era l’unico brutto scherzo che il destino aveva in serbo per lui. Subito dopo Natale, poco più di un mese fa, Valter Visentin ha iniziato a non sentirsi bene. All’inizio i medici hanno pensato a un’influenza, ma dopo la cura con gli antibiotici le sue condizioni non sono migliorate. Anzi. Faceva persino fatica a camminare per i dolori a una gamba. Così è stato ricoverato e in ospedale gli è stato diagnosticato un linfoma che colpisce il sangue, una forma rarissima e letale. Lunedì il suo cuore ha smesso di lottare. Valter Visentin lascia il papà Mariano e i fratelli Fiorella, Sonia e Sandro.
«È stato un incubo per tutti noi», raccontano i fratelli, «vedere la sua sofferenza e sapere che non c’era nulla da fare. La vita è stata molto avara con Valter, mentre lui era una persona squisita. Aveva sempre il sorriso in volto, era generoso e altruista. Coltivava anche una profonda fede e spesso ci lasciava stupiti con frasi di grande profondità e sensibilità».
In paese, a Correzzola, sono davvero pochi a non aver incrociato almeno una volta Valter a bordo della sua Panda bianca con cui, la mattina, consegnava il pane. Per chiunque incrociasse per strada, un saluto che sbocciava dal suo viso radioso e sorridente era garantito. Il fratello Sandro, sfogliando vecchie riviste del tempo, ricorda gli anni in cui Valter era una promessa del calcio: «Ha giocato con il Padova fino a 17 anni e già allora c’erano contatti con il Torino e con l’Inter che erano interessate a lui. Poi ha avuto il primo grave infortunio, è stato curato male e ci sono voluti sei anni per tornare sul campo. Giocava con il Thiene, e Antonio Caliendo aveva scommesso di portarlo nel giro di poco tempo in serie A, lo chiamava il nuovo Antognoni. Poi un altro infortunio ha messo fine al sogno di Valter». Il funerale si celebra domani pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di Corte di Piove di Sacco, paese d’origine della famiglia.
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