Mostre in Salone, l’attacco di Italia Nostra: «Renzo Piano insolente»

PADOVA. È nuovamente polemica sulle grandi mostra in Palazzo della Ragione. A far discutere è l’allestimento dell’esposizione di Renzo Piano: un allestimento imponente che non trova complimenti nel giudizio di «Italia Nostra», da sempre in prima linea nel proteggere il patrimonio monumentale della città. «Pur non condividendo che si declassi per l’ennesima volta il Salone al ruolo di mero contenitore, trattandosi di Renzo Piano e conoscendo la sensibilità dimostrata in più occasioni, confessiamo di esserci sentiti un po’ più rassicurati del solito», spiega Titti Panajotti, in un comunicato a nome di tutta l’associazione.
«Ci aspettavamo pertanto un intervento intelligente, rispettoso, che sapesse colloquiare con lo spazio e gli affreschi, nella speranza anche di poterlo magari riproporre in seguito come modello per altre analoghe iniziative. Grande quindi è stata la nostra delusione nello scoprire un allestimento tanto banale nella sua presunzione di “sorprendere” il visitatore quanto invasivo, fin all’insolenza, nei confronti dello spazio architettonico medievale e della visibilità del grande ciclo affrescato», sottolinea la presidente padovana di «Italia Nostra».
L’associazione critica anche il fatto che a causa dei lavori di allestimento della mostra la visita del Salone è stata impedita dal 17 febbraio al 23 marzo: «Per più di un mese l’edificio civile più importante della città, elemento identitario insieme alla Cappella degli Scrovegni, al Santo e al Prato della Valle, è stato sottratto non tanto ai padovani, cui forse la cosa non interessa più tanto purtroppo, ma soprattutto ai tanti turisti, che sono stati respinti a centinaia, e fra loro molti stranieri, con comprensibile disappunto che si riscontra leggendo i commenti anche di autorevoli visitatori».
Da qui l’attacco all’amministrazione comunale: «Se proprio non si vuole demordere dall’idea di continuare con le mostre al Salone il minimo che l’amministrazione deve pretendere dagli allestitori è il rispetto integrale del monumento e della leggibilità del ciclo affrescato e dunque devono essere imposti tempi minimi per l’allestimento realizzabile solo con l’assemblaggio di elementi completamente prefabbricati, per evitare anche inutili e pericolosi stress “da cantiere” ad un così venerabile e fragile edificio storico», sottolinea la nota.
«Consideriamo la Biennale di Architettura Barbara Capocchin un’operazione culturale di tutto rispetto e fra le cose più interessanti che offre il panorama culturale padovano, ma siamo sempre più convinti che per tutte le mostre, in particolare quelle di architettura, l’Agorà di San Gaetano sia lo spazio più adatto. Purtroppo evidentemente le archistar, al netto di una certa prosopopea, non si fidano del valore intrinseco di ciò che mettono in mostra e hanno bisogno del “valore aggiunto” e del traino di luoghi ricchi di “aura”, come appunto il salone, vampirizzandolo», è la conclusione.
Il regolamento comunale. In realtà la giunta aveva approvato nel novembre 2013 un regolamento per evitare mostre e buffet all’interno del Palazzo della Ragione, nominando una commissione che deve autorizzare tutte le iniziative e riferire all’amministrazione: «Per la conservazione del Palazzo della Ragione e la valutazione tecnica degli eventi da far svolgere al suo interno, viene nominata apposita commissione costituita dai Capi Settore Musei e Biblioteche, Edilizia Pubblica, Sicurezza e Protezione Civile, Gabinetto del Sindaco, Attività Culturali. La commissione riferirà all'Amministrazione e verificherà che tutto si svolga secondo il regolamento», è il testo della delibera.
Lo scrittore Righetto: "Polemiche inutili per una mostra eccezionale". "Ritengo francamente ridicolo che si trovi qualunque pretesto per alimentare inutili polemiche persino di fronte a iniziative culturali straordinarie e di eccezionale valore quale la mostra di Renzo Piano al Salone", è la risposta di Matteo Righetto, scrittore e responsabile della parte culturale del programma di Ivo Rossi come candidato sindaco.
"Mi riferisco precisamente al discutibile comunicato stampa firmato da Maria Letizia Panajotti, presidente della sezione padovana di Italia Nostra, col quale si contesta sia all'amministrazione comunale sia agli allestitori una dubbia attenzione e cura per il rispetto integrale del monumento. Contrariamente a ciò che pensa la dott.ssa Panajotti, la quale ritiene che il luogo adatto all'allestimento di importanti mostre di architettura (compresa quella in oggetto) sia il San Gaetano, io penso che il magnifico e prestigioso Salone si presti perfettamente allo scopo, previo il rispetto di ogni norma e procedura utili per evitare gli stress “da cantiere”, beninteso. Chi conosce la storia di questa meravigliosa macchina immaginata dai padovani sette secoli fa, sa che il Salone ha sempre avuto ruoli civici e popolari: come quelli di tribunale, sala delle assemlee politiche. I padovani non lo hanno mai immaginato come destinato a rimanere vuoto. Le procedure sono state perfettamente rispettate con cura e attenzione al monumento ancora prima che, com'è ovvio, all'allestimento di Piano.
Non se ne può davvero più di questa concezione mummificatoria dei luoghi ed elitaria della cultura. Vi è bisogno piuttosto di una visione alta e altra rispetto alle idee che derubricano la cultura a una sorta di mummificazione della conoscenza. Lo ripeto: non se ne può proprio più".
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