Tutti contro l’antenna «È brutta e non ci serve»

RUBANO. Doveva assomigliare a un albero ramificato in maniera da camuffarsi meglio tra le case. Invece l’antenna di telefonia installata mercoledì a Bosco di Rubano, è già stata battezzata “il...

RUBANO. Doveva assomigliare a un albero ramificato in maniera da camuffarsi meglio tra le case. Invece l’antenna di telefonia installata mercoledì a Bosco di Rubano, è già stata battezzata “il suppostone”. In effetti la forma cilindrica del ripetitore bianco ricorda molto più il medicinale che un albero. E la frazione insorge: «Ci avevano avvertito un anno fa che sarebbe stata installata», attacca Lucio Coppo, residente a pochi metri dall’antenna montata nel parcheggio di via Cavallotto. «Il sindaco aveva invitato i residenti a una riunione pubblica, assicurandoci che non avrebbe avuto un forte impatto, perché realizzata con parabole applicate a bracci metallici che l’avrebbero fatta assomigliare a un albero. Tutto pare, invece, tranne che un albero». Ha anche un bel design lineare, ma è un pugno nell’occhio per chi entra a Bosco. Senza contare che è molto vicina alle case. «Dietro al posteggio ci sono campi», prosegue Coppo, «i cui proprietari si sono offerti di metterne a disposizione una porzione, in modo che l’antenna fosse più distante dalle case di via Vangadizza e di via Cavallotto. Ma il sindaco è stato irremovibile, per via del canone di affitto mensile che Telecom verserà al Comune». «L’antenna è del tutto inappropriata al contesto ed eccessiva», commenta il consigliere comunale Michela Gottardo, che ha raccolto la protesta dei cittadini, «e ci si domanda poi l’effettiva pericolosità delle onde emesse da questa antenna per la trasmissione dati di rete mobile. La gittata delle onde sarebbe direzionate verso l 'alto, ricadendo a “ombrello” dopo 200 metri e diventando utile solo a una distanza di un chilometro. I cittadini di Bosco si domandano il motivo per cui dovrebbero tenersi questo mostro, se a loro neppure serve».

Cristina Salvato

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