Quaranta associazioni in marcia per la pace a Padova

PADOVA. Una marcia per la pace, ma i promotori sembrano già sul piede di guerra: le caserme abbandonate devono essere trasformate in luoghi di pubblica utilità. Basta parcheggi, speculazioni edilizie e centri commerciali. L’evento, a Padova il primo nel suo genere, vuole emulare la marcia di Assisi, aggiungendo, però, allo spirito pacifista, una nota ambientalista: «Ci siamo riuniti in una quarantina di associazioni per dare vita a un’iniziativa che speriamo diventi un appuntamento annuale, proprio come Assisi. Un modo per dire no alla guerra e alla violenza, ma anche per rendere concreto il lavoro che portiamo avanti da tempo sulle ex caserme e sui palazzi ex militari» spiega Gianna Benucci, dell’associazione per la Pace.
«A Padova» continua Sandro Ginestri di Legambiente «ci sono enormi aree abbandonate di grandissimo potenziale che potrebbero essere sfruttate in molti modi. Solo al parco Prandina, su 66 mila metri quadri totali, ce ne sono 50 mila inutilizzati. Da piano regolatore è stata autorizzata la riconversione, ancora molti anni fa, ma ad oggi non è stato fatto nulla. E lo stesso si può dire della caserma Romagnoli o della Pierobon». Tutte aree che, secondo gli organizzatori, potrebbero trasformarsi in zone a servizio della comunità. Parchi in primis, ma non solo: anche piazze, centri sportivi o culturali.
«Pensiamo che la Marcia sia un momento di riflessione sul significato di pace urbana: cittadinanza, accoglienza, territorio come luogo di vita per la comunità» aggiungono le associazioni. Il battesimo della manifestazione non cade in un anno a caso, ma «a 100 anni dalla “inutile strage” della prima Guerra Mondiale, a 22 dalla guerra nell’ex Jugoslavia e nel pieno delle nuove tragedie sul Mediterraneo, con tanti conflitti in corso nel mondo» sostengono.
La marcia iniziata a Palazzo Moroni ha poi fatto una una prima sosta al parco Prandina, accompagnata dalle letture «Voci di donne contro la guerra», a cura dell’associazione Donne in nero. E si è conclusa all’ex caserma Romagnoli, con il monologo teatrale di Riccardo Benedetti tratto da «Fiori Fragili. Ortigara 1917».
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