Monselice, scontro all’incrocio muore giovane motociclista

MONSELICE. Con la moto si schianta contro un’auto e trova la morte a pochi minuti da casa. Tragedia ieri intorno alle 18 al semaforo di Rivella, sulla statale 16 Adriatica. La vittima è Marco Fabbian, 44 anni, residente a Battaglia Terme al civico 8 di via Matteotti, sposato e con una figlia. Idraulico, lavorava da una decina d’anni al Centro veneto servizi, occupandosi del settore idrico. Ieri sera aveva appena staccato dal lavoro e, dalla sede operativa di Monselice, stava rientrando verso casa: in sella alla sua Suzuki DL650 viaggiava da Monselice in direzione di Padova. Ancora un paio di chilometri e sarebbe arrivato a destinazione. Da Arquà Petrarca proveniva invece la Peugeot 307 guidata da un ventiseienne di Tribano, anche lui operaio, anche lui di ritorno dal lavoro.
«Ero al semaforo da Arquà» racconta l’automobilista «ho seguito la macchina che era davanti a me e sono passato. Non ho nemmeno visto la moto, ho sentito solo l’impatto, che è avvenuto al centro dell’incrocio». L’automobilista sostiene di essere passato con il verde. Ma starà alla polizia stradale di Padova, intervenuta per i rilievi, accertare dinamica e responsabilità. Gli agenti della Stradale hanno ascoltato anche un testimone, che era dietro Fabbian al semaforo. E che l’avrebbe visto prima fermo al semaforo, poi ripartire una volta scattato il verde. Se questo è quello che è accaduto, vorrebbe dire che l’auto è passata quando il rosso era già scattato da qualche istante, magari seguendo i mezzi che aveva davanti.
L’impatto di sicuro non è avvenuto a velocità particolarmente sostenute. Ma l’urto contro l’auto e il volo sull’asfalto sono purtroppo bastati a procurare lesioni gravissime al centauro. La moto si è schiantata sulla parte anteriore destra dell’auto. La due ruote è poi schizzata via, con la carena davanti distrutta e pezzi volati ovunque, mentre l’auto si è fermata una trentina di metri più in là, col parabrezza in frantumi e il cofano sfondato. Il conducente ne è sceso illeso. Critiche invece le condizioni di Fabbian, che ha fatto un volo di una ventina di metri. Era comunque cosciente, pur presentando una brutta frattura a una gamba. Un suo collega, a sua volta dipendente del Cvs e di ritorno dal lavoro, si è visto davanti la scena e si è subito fermato a soccorrerlo.
Ha intuito che la situazione era seria, ma mai avrebbe pensato che gli stava parlando per l’ultima volta. Sul posto è stato inviato l’elicottero del Suem, atterrato vicino all’argine del Bisatto, a un centinaio di metri di distanza. L’elisoccorso ha trasportato Fabbian all’ospedale di Vicenza, il centro disponibile in quel momento. Le sue condizioni però erano già disperate: è morto durante il trasporto. Sul luogo dell’incidente sono rimasti fino alle 21.30 gli agenti della Polstrada, che hanno dovuto dare la tremenda notizia ai familiari.
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