L'orgoglio di Giancarlo Gentilini: «In Bitonci rivedo me stesso»

TREVISO. «Lo spirito di Gentilini è passato in quello di Bitonci, il nuovo sceriffo della Lega. Quella Lega nata nel 1994 dal verbo di Gentilini». L’ex sindaco e vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, lo sceriffo del Carroccio, benedice il nuovo sindaco di Padova. E sposa «al cento per cento» le prime mosse amministrative di Massimo Bitonci, ossia il Ramadan vietato nelle palestre comunali e l’obbligo di crocifisso in scuole e locali pubblici.
«Mi sembra di rivedermi all’opera agli inizi del mandato», continua Gentilini, «Sempre sulla breccia, idee chiare, decisioni rapide. Non c’è che dire: Massimo ha sposato alla lettera il Vangelo secondo Gentilini, facendosi portavoce di tutti i principi e ideali dei nostri avi: Dio, patria e famiglia, nel pieno rispetto delle tradizioni locali».
Un Bitonci che però, secondo Gentilini, a Padova dovrà scalare una montagna: «Il suo sarà un compito improbo, perché da sindaco ora dovrà fare i conti con il disastro lasciato dal centrosinistra a Padova, ossia decenni di occupazione di posti di potere in tutti i settori. Ma alla fine Bitonci ce la farà, ha la mia tempra, li spazzerà via tutti poiché è un vincente».
Insomma, dopo aver assegnato a suo tempo il titolo di «nuovo sceriffo» a Flavio Tosi, ora Gentilini incorona il nuovo sindaco di Padova, «anche perché è un giovane e a me i giovani al comando piacciono: serve aria nuovo in un partito oggi in difficoltà come la Lega, anche dal punto di vista delle amministrazioni comunali».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








