Padova, in corso Milano un finto cantiere per la pista ciclabile

PADOVA. Una pista ciclabile fantasma è apparsa nella notte tra venerdì e ieri in corso Milano, fra l’ingresso del Giardino Cavalleggeri e il primo semaforo che serve l’incrocio di riviera San Benedetto. Strisce gialle sul manto stradale e il simbolo stilizzato di una bicicletta, ogni dieci metri circa. Un’operazione che, di primo acchito, sembra una provocazione-smentita operativa rispetto all’annuncio del neo sindaco Massimo Bitonci secondo il quale i fondi destinati alla realizzazione delle due piste ciclabili di corso Milano e via Facciolati sarebbero stati destinati alla realizzazione di nuovi parcheggi per le auto.
Il 12 giugno scorso, dopo una lunga polemica che aveva visto due opposti schieramenti confrontarsi, anche a mezzo stampa, sulla controversa opera, il sindaco del Carroccio dichiarava: «Ho chiesto l’interruzione immediata dei lavori per la realizzazione di piste ciclabili che danneggiano residenti e commercianti e rendono impossibile la sosta e il parcheggio delle automobili in via Facciolati e corso Milano. Le somme già stanziate per le opere saranno utilizzate per asfaltare e sistemare i marciapiedi e creare nuovi posti auto».
Ma ieri mattina i pochi proprietari delle automobili parcheggiate in zona hanno trovato sul parabrezza una “multa” il cui retro però chiariva la provocazione: «Hai parcheggiato su quella che doveva essere una pista ciclabile» si legge sul retro della multa-volantino, «per evitare che su corso Milano centinaia di ciclisti rischino la vita ogni giorno. Si tratta di persone che con la loro bicicletta si spostano per andare a scuola o a lavoro, portare in giro i figli, fare acquisti nei negozi parcheggiando comodamente davanti. Persone come te. Questa multa è finta, ma i morti in bici a causa di strade dove manca la sicurezza sono veri. Anche il nuovo sindaco, come si dice “ha voluto la bicicletta”. Adesso gli chiediamo di pedalare. Come noi».
Con un’operazione anonima che sta fra la street-art e la polemica sociale (connubio per altro radicato fin dagli esordi, oltre oceano, del filone artistico) si riapre un dibattito a tre: da una parte il sindaco e commerciati della zona, schieratisi fin dall’inizio contro un progetto che ridurrebbe il bacino di utenza dei negozi dell’area, dall’altra chi invece ha eletto la bicicletta a mezzo di trasporto e stile di vita e richiede la tutela della propria sicurezza attraverso la creazione di infrastrutture di mobilità capaci di garantirla.
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