Stop al nuovo ospedale di Padova Ovest: Bitonci impone il suo no

Sul tavolo dell'incontro in Regione a Venezia le carte che prevedono una nuova struttura a Padova Ovest e quelle che ipotizzano il rifacimento del vecchio. Prevale la versione del primo cittadino: fermato il processo di progettazione del nuovo ospedale. Polemico Zaia: "E' un progetto vecchio e costoso". E il rettore del Bo: "Si pensi a un altro comune"

PADOVA. Il futuro della sanità padovana non sarà a Padova Ovest. Lo ha stabilito l'incontro in Regione sulle sorti del progetto di costruzione di un nuovo ospedale nell'area accanto allo stadio Euganeo. Il sindaco Massimo Bitonci ha presentato al presidente del Veneto Luca Zaia il nuovo studio di fattibilità che prevede la costruzione del polo ospedaliero sull’attuale area di via Giustiniani. La riunione del “Comitato di coordinamento per la realizzazione del nuovo Polo della Salute di Padova” rappresenta una svolta decisiva.

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Ore 18.00. De Poli (Udc): "Serve visione condivisa". "Mi sembra che al di la delle valutazioni tecniche, da questo stallo se ne uscirà solo se ci sarà una visione comune e condivisa tra Regione e Comune rispetto al disegno del futuro della sanità padovana". Lo afferma il senatore Udc Antonio De Poli. "Come ho detto qualche giorno fa, o si ragiona sul cosa serve alla sanità padovana - e poi solo successivamente sul 'dove' -,
altrimenti si perde solo tempo. In questa fase - spiega De Poli -, dobbiamo chiederci: il nuovo Piano del comune risponde alla necessità di risolvere le criticità attualmente esistenti? E di dotare Padova di una struttura d'eccellenza dal punto di vista sia sanitario che accademico-scientifico? Serve, di certo, un approfondimento che dovrà chiarire una volta per tutte cosa si vuole fare: solo così capiremo se il Piano del Comune sarà un ridimensionamento del progetto iniziale e se il Nuovo ospedale sia l'optimum a cui non rinunciare se si vuole far fare un salto di qualità alla sanità padovana", conclude De Poli.

Ore 17.00. Ivo Rossi: "Ricomincia la stagione dei no". Otto anni di lavoro, di faticose quanto fruttuose convergenze fra le istituzioni, di accordi di programma che hanno dato luogo a impegni reciproci fra Regione, Comune, Università e Azienda Ospedaliera, di confronti con i comuni aderenti alla conferenza metropolitana per l'individuazione dell'area, sono stati improvvidamente buttati al vento questa mattina. La vicenda ha dell'incredibile in quanto in passato le resistenze sono sempre venute dalla Regione che aveva guardato con un occhio di riguardo Verona e Treviso e solo il lavoro paziente di Università e comune di Padova avevano contribuito a creare le condizioni per dare il via ad un'opera fondamentale per la città. La furia iconoclasta di Bitonci, anche se non è riuscita a mettere una pietra tombale  sulla nostra sanità, ha certamente creato le condizioni di una paralisi inaccettabile", è il commento dell'ex sindaco reggente Ivo Rossi, avversario di Bitonci in campagna elettorale.

"Non si era ancora visto che il destinatario del finanziamento di un'opera indispensabile per mantenere di alto livello la nostra sanità buttasse, letteralmente, all'aria il tavolo in segno di sfida all'Università e alla Regione finanziatrice, con il risultato di perdere il contributo per il nuovo ospedale e contemporaneamente quello necessario al rifacimento nuovo su vecchio. Ipotesi vecchia, già valutata, superata, inadeguata. A certificare l'insensatezza bastano pochi dati: un costo di circa 240 milioni di euro in più del nuovo su vecchio rispetto alla realizzazione del nuovo ospedale; un tempo di realizzazione doppio rispetto alla nuova costruzione; difficoltà realizzative a causa dei vincoli monumentali e archeologici; necessità di dar vita a delle torri più alte delle cupole della vicina basilica del Santo, compromettendo il difficile equilibrio dei volumi in una zona di pregio monumentale. Senza contare l'errore urbanistico della collocazione in una delle zone più congestionate della città. Quanto ai problemi idraulici dell'area di Padova ovest è stata la stessa regione a certificare che le opere a corredo sarebbero le stesse necessarie per la salvaguardia di tutta l'area nord, Arcella in primis e di Montà. Siamo di fronte ad un sindaco in perenne campagna elettorale, che ogni giorno lancia un nuovo guanto di sfida: ieri contro il Prefetto, oggi contro l'Universita e la Regione. La città ha già pagato un prezzo elevatissimo a causa di precedenti stagioni figlie del No e non è disponibile ad assistere ad una retrocessione della sanità che dopo quella del calcio suonerebbe come una beffa.

Ore 16.30. Pipitone (Idv): "Zaia ha scaricato Bitonci". «Zaia scarica Bitonci e Bitonci scarica tutto sui padovani. La riflessione più amara? Che la sanità è un duello tra le diverse anime della Lega, giocato sulla pelle dei cittadini». Così il capogruppo regionale di Italia dei Valori Antonino Pipitone sullo stop al nuovo ospedale di Padova, sancito dall'incontro a palazzo Balbi. «Il nuovo ospedale di Padova – osserva il politico IdV, medico di professione – è stato fatto arenare dalla politica leghista del non decidere, che se ne frega dei bisogni della gente ma è attentissima ai giochi di corrente. È triste vedere come Padova, centro europeo della medicina, esca ancora una volta penalizzata rispetto a Verona, dove il nuovo polo lo hanno deciso e realizzato in un amen, e Treviso, dove sta partendo adesso la ristrutturazione ».

«Bitonci – attacca Pipitone - politicamente non è all'altezza di una città come Padova. Il fatto che non riesca nemmeno a dialogare con un esponente del suo stesso partito e che metta a rischio la maggiore “azienda” del centro storico la dice lunga sulle sue capacità di governare. Il nuovo sindaco non ha alcuna visione strategica della città e dello sviluppo che deve avere. L'Europa andrà verso il futuro, mentre Padova tornerà agli anni Cinquanta. Ora si apriranno contenziosi tra il Comune e la Regione, e tra la Regione e le aziende coinvolte. Temiamo – conclude Pipitone - che Zaia non abbandoni lo strumento del project financing, vista la richiesta danni che arriverebbe dal consorzio proponente in caso di rinuncia. Così Padova rischia la beffa: restare senza ospedale. Se, come si comprende dalle sue parole, Zaia esclude di “costruire sul vecchio”, emerge la possibilità che voglia trovare un accordo con un comune limitrofo, creando un importante danno economico e sociale alla città. Sarebbe una storica sconfitta amministrativa, culturale e di prestigio, con l’inevitabile distacco dal cuore dell’università, la sanità smembrata, disagi e problemi per la ricerca mai immaginati prima».

Ore 16.00. Il rettore Zaccaria: "Spostiamolo in un comune limitrofo". «Prendiamo atto, insieme ai soggetti coinvolti nell’iter e presenti al tavolo, del fatto che con l’incontro di oggi in Regione il Comune di Padova ha determinato il blocco delle procedure amministrative e del progetto di realizzazione del nuovo ospedale – policlinico a Padova Ovest. D’altra parte,  nel corso del medesimo incontro è stata ulteriormente ribadita l’irrealizzabilità della riproposizione della proposta, ora avanzata dal Sindaco di Padova, di una ristrutturazione dell’esistente nell’attuale sede ospedaliera, a suo tempo già scartata dalla commissione regionale perché eccessivamente costosa, a rischio archeologico, improponibile dal punto di vista urbanistico, prolungata nel tempo per 20 anni, fonte di notevolissimi disagi per i pazienti e non in grado di dare la risposta in termini di qualità che un nuovo policlinico universitario deve dare alla sanità veneta e alla Scuola Medica padovana per i prossimi 50 anni. Per parte sua l’Università di Padova, in accordo con quanto dichiarato dal Presidente Zaia e cioè che “continueremo a perseguire l’obiettivo del nuovo policlinico universitario”, ha riaffermato con forza l’assoluta imprescindibilità della realizzazione di un polo medico di eccellenza completamente nuovo, in grado di tenere alta l’eccellenza della sanità veneta di fronte alle sfide di una domanda europea e alle esigenze di una Scuola Medica tra le primissime a livello nazionale e internazionale. Le responsabilità del blocco di un progetto ormai ad uno stadio avanzato sono del tutto chiare e non certo ascrivibili all’Ateneo.

Poiché è chiaramente emersa la non disponibilità del Sindaco di Padova a qualunque altra collocazione della nuova struttura all’interno del Comune,  è assolutamente necessario e giocoforza a seguito di tale rifiuto che assieme alla Regione si vagli la possibilità di diversa collocazione dell’ospedale in un Comune limitrofo. I tempi di questo vaglio devono essere i più rapidi possibile perché è incredibile che sia azzerata e torni al punto di partenza una vicenda politica e amministrativa di grandissima rilevanza istituzionale per il futuro di Padova e dei padovani  iniziata nel 2006. I padovani non potrebbero che essere pesantemente penalizzati dal rimanere indietro rispetto ad altre città della nostra Regione».

Ore 14.30. Bitonci: "Ora in consiglio l'accordo di programma". "La nostra relazione è stata contestata dal dirigente regionale Antonio Canini, secondo il quale il nostro progetto avrebbe costi maggiori. Chiarisco, a questo proposito, che la deduzione di Canini è incompleta: non tiene conto dei costi per l'esproprio dell'area di Padova Ovest, di proprietà di alcuni privati, per la sua bonifica, per la realizzazione di servizi di collegamento con il trasporto pubblico e privato veicolare, per l'abbattimento degli edifici del complesso giustinianeo, che ha computato solo nel caso di realizzazione di una nuova struttura su quella attuale e per i continui adeguamenti che, fino alla completa realizzazione di un'eventuale nuovo plesso a Padova Ovest, dovrebbero essere compiuti per mantenere a norma le strutture esistenti – chiarisce in una nota il sindaco Massimo Bitonci – Chiederemo al Consiglio comunale di conferire al sindaco il mandato politico e amministrativo per modificare l'attuale accordo di programma con la Regione, coinvolgendo così, per la prima volta, gli unici veri rappresentanti dei cittadini padovani. Tengo a precisare che l'ipotesi che presentiamo è innovativa e diversa rispetto a quella precedente e depositata a Palazzo Balbi 10 anni fa, sia quanto ai costi, sia quanto, per esempio, al rispetto del patrimonio storico-artistico dell'area giustinianea, perché non interessa la cinta muraria”.

Ore 14.00. Dario (dg az. ospedaliera): "Sono preoccupato".  «Come responsabile di un'azienda che deve garantire la massima assistenza e consentire nel contempo la didattica giorno per giorno, sono giustamente preoccupato». Il direttore generale dell'ospedale di Padova, Claudio Dario, manifesta così la sua posizione dopo la chiusura del tavolo di Palazzo Balbi, che ha bloccato la procedura per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova. «Resto comunque convinto - aggiunge - che ci voglia un nuovo ospedale, che consenta ad una delle aziende sanitarie più importanti d'Italia di adeguarsi ai tempi, con un'organizzazione adatta alle nuove tecniche, in grado di garantire il futuro dei Padovani e dei Veneti».

Ore 13.30. Bettin (Pd): "Padova declassata a colonia leghista). "Il teatrino svolto oggi da Bitonci e Zaia presso la regione purtroppo non è solo un gioco di potere, ma causerà una caporetto per Padova e la sua sanità sulla pelle degli onesti cittadini. Altro che prima il Veneto e prima i padovani i due padani sono legati da un unico slogan: prima la lega e le sue composizioni interne in vista del mercato delle vacche che si profila per l'imminente spartizione delle poltrone con l'occasione delle regionali del 2015", è il commento del segretario provinciale del Pd Massimo Bettin.

"Mentre a Verona si stappa lo spumante, pregustando l'ormai inevitabile primato nel campo sanitario e ospedaliero che la folle via imposta da Bitonci assicurerà alla città scaligera senza colpo ferire, è gravissima la preoccupazione per l'eccellenza Padovana, destinata a spegnersi rapidamente come una candela sotto una campana di vetro. Zaia è certamente lo sconfitto di questa vicenda e insieme il responsabile di quello che sarà per Padova un colpo durissimo anche in termini occupazionali e di prospettive di sviluppo".

Ore 13.00. Bitonci: "La sanità sia in città". Rimango sulla posizione che, come a Verona, anche a Padova sia importante che il plesso ospedaliero rimanga all'interno della città. La discussione è stata molto approfondita e il Comune di Padova ha depositato la propria relazione, contenente la proposta della costruzione del nuovo ospedale sul vecchio, che adesso sarà rivalutata dalla Regione. Il lavoro della commissione finisce qui, ma lo ritengo molto positivo, perchè il Comune ha potuto esporre le ulteriori osservazioni che corrispondono al progetto che i cittadini di Padova vogliono. Occupandomi di sanità e di sicurezza, con l'ipotesi di spostare l'ospedale si correva il rischio, assolutamente da valutare, di creare un'area degradata».

Per Bitonci, che scarta anche eventuali soluzioni alternative esterne alla città, l'unica ipotesi, dunque, resta quella «di via Giustiniani, anche perchè l'attuale sede prevista in zona stadio è ipotesi non attuabile, visto che sono noti i problemi di dissesto idrogeologico dell'area, domandandomi come sia possibile prendere in considerazione un'area in cui ci sia stata tale dichiarazione da parte di protezione civile e altri organi competenti».

Ore 12.30. Zaia: "Progetto non si farà". «Per noi il tavolo è chiuso, si blocca la stazione appaltante e il progetto non ha più corso». Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha chiuso così, al termine del tavolo odierno a Palazzo Balbi, la partita del nuovo ospedale di Padova. «In questo momento - ha aggiunto Zaia - la procedura si ferma, perchè la posizione del Comune, di cui prendiamo atto, governando l'urbanistica, è chiara: l'unica soluzione che prospetta è quella del nuovo ospedale in sedime vecchio, progetto che conosciamo da 10 anni e che è stato sempre cassato, per problemi non solo finanziari, venendo a costare 240 milioni in più, ma anche di siti archeologici e di cronoprogramma, richiedendo 20 anni rispetto ai 9 del nuovo su nuovo».

«Il futuro - ha proseguito Zaia - non è certo e, a oggi, non ci sono nuove progettualità basate sulla sintonia di tutte le parti in causa, perchè non si fanno opere così importanti con l'opposizione del Comune. Spero quindi che i ragionamenti fatti si sedimentino, perchè continueremo a perseguire l'obiettivo del nuovo policlinico universitario: su come e dove farlo, se ne parlerà nelle prossime settimane. Ma, a oggi, la procedura del nuovo ospedale è chiusa e abbiamo quindi chiesto al Comune di formalizzare la sua posizione»

Ore 12.00. Bitonci: "Abbiamo ribadito il nostro no". Massimo Bitonci è uscito dal vertice in Regione attorno a mezzogiorno. "Abbiamo ribadito il nostro no a un nuovo ospedale a Padova Ovest: non si può fare una struttura del genere in un'area in dissesto idrogeologico. Abbiamo depositato una relazione su come realizzare un nuovo ospedale nell'attuale area di via Giustiniani". Di fronte al secco no opposto dalla nuovo amministrazione anche il governatore del Veneto Luca Zaia ha deciso di bloccare le procedure per la progettazione di un nuovo ospedale accanto allo stadio Euganeo.

La storia del nuovo ospedale di Padova. La questione, iniziata circa otto anni fa, ha subito una brusca frenata con l’elezione del sindaco Bitonci che ha basato gran parte della sua campagna elettorale sul “no” al nuovo ospedale nell’area Padova Ovest, vicino allo stadio. Ad oggi, la Regione non può andare avanti con il progetto se l’amministrazione non concede l’area prescelta di Padova Ovest e non procede con la bonifica e la variante urbanistica della zona. Manca poi il passaggio chiave per indire la gara d’appalto: la dichiarazione di pubblico interesse dell’opera. Al tavolo di Palazzo Balbi siedono tutti gli enti firmatari del preaccordo sulla realizzazione del nuovo polo della salute siglato un anno fa, il 2 luglio, in via Giustiniani. Presenti oltre che al sindaco Bitonci e il governatore Zaia anche il rettore dell’Università di Padova Giuseppe Zaccaria, il direttore dell’Azienda Ospedaliera Claudio Dario e il direttore dell’Istituto Oncologico Veneto Domenico Mantoan.

Al centro della discussione l’Azienda Ospedaliera di Padova, un hub, centro di riferimento regionale per molte funzioni, che conta ogni anno più di 60 mila ricoveri, 80 mila accessi al Pronto Soccorso e 6 milioni e mezzo di prestazioni specialistiche. Bitonci vuole il restyling totale dell’attuale struttura, costruendo il nuovo sull’esistente, mentre la Regione ha già in mano un preaccordo per la nascita di un innovativo polo sanitario, nell’area di Padova Ovest. A confronto due idee opposte, con un obbiettivo: disegnare l’assistenza del futuro.

L’OSPEDALE DI BITONCI. In poco meno di due settimane la commissione di esperti voluta dal sindaco Massimo Bitonci, ha concluso il nuovo studio di fattibilità. A redigere il progetto sono stati tecnici interni al Comune ed esterni, tra cui l’ex direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Adriano Cestrone e l’ex preside di medicina Giorgio Palù. Sia Cestrone che Palù avevano sottoscritto tre anni fa anche la relazione in cui si sosteneva il progetto di Padova Ovest. Secondo Bitonci ricostruire l’attuale ospedale porterebbe ad un risparmio di 150 milioni di euro. Oggi l’Azienda ospedaliera è composta da una ventina di edifici su una superficie complessiva di 172.697 metri quadri. Si partirebbe con il trasferimento dell’obitorio al cimitero maggiore ed in quello spazio sorgerebbe l’Ospedale della mamma e del bambino. Per continuare poi con la demolizione della parte Est: scomparirebbero le cliniche (pediatrica, neurologica, ostetrica e ortopedica). In questo terreno sarebbe prevista la costruzione della seconda e ultima piastra dell’ospedale. Secondo il progetto infine ci sarebbe spazio per un silos per le auto vicino al Monoblocco, che sarebbe abbattuto, come il Policlinico.

L’OSPEDALE A PADOVA OVEST. L’idea si fonda su di uno studio di 180 pagine realizzato nel 2011 da un team di tecnici designati dalle parti in causa. Costruire la struttura del nuovo ospedale a Padova Ovest potrebbe costare 450 milioni di euro, trasferire al suo interno tutte le attività 200 milioni di euro a cui andrebbero aggiunti 110 milioni di euro di spesa per bonificare l’area prescelta. Il totale è di almeno 760 milioni di euro. Il polo ospedaliero dovrebbe nascere nell’area di Padova Ovest. La struttura potrebbe contare su 970 posti letto in una superficie di oltre 500 mila metri quadrati. Una “cittadella della salute” capace di integrare attività ospedaliere e universitarie, senza escludere in via definitiva la creazione di un campus accademico. La Regione rischia di trovarsi di fronte ad una richiesta di risarcimento danni da parte di Finanza e Progetti, la joint venture per la realizzazione del nuovo polo della salute per mancato rispetto dei tempi. Finanza e Progetti ha già versato 16 milioni di euro: 12 per la fidejussione depositata a garanzia dell’offerta e altri 4 ai progettisti.

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