Anche il sindaco fa la doccia gelata

L’importante è che se ne parli. Anche Massimo Bitonci aderisce all’Ice Bucket Challenge, la secchiata d’acqua gelata di solidarietà che sta dilagando sul web tra vip, politici e comuni cittadini. Il sindaco, che era stato a sua volta nominato sabato scorso dal sindaco di Montegrotto Massimo Bordin, ha donato un contributo alla Fondazione Arisla e si è presentato all’appuntamento con la videocamera indossando una t-shirt “I love Veneto”. Prima della secchiata, Bitonci ha nominato a sua volta tutti i rettori delle università del Veneto. L’iniziativa è ben vista dagli esperti e dalle associazioni padovane. Sono favorevoli all’iniziativa sia il presidente Aisla Padova, sia il neurologo e ricercatore Gianni Sorarù, che lavora al Centro di riferimento per la Sclerosi laterale amiotrofica dell’Azienda Ospedaliera.
La malattia è molto rara e poco conosciuta, a Padova ne sono affette circa venti persone. Non esiste una cura per guarire, ma è fondamentale puntare sull’assistenza. L’associazione Aisla, nata nel 2010, prende in carico i pazienti affetti da Sla gestendo un centro di riabilitazione specifico. Il presidente Damiano Zampieri commenta: «Ci prendiamo cura del paziente, offriamo appoggio psicologico, fisioterapia ma non solo. A livello locale offriamo assistenza, mentre le borse di studio per la ricerca sono gestite a livello nazionale». La Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) è un invecchiamento accelerato che porta a una perdita di forza di tutti i muscoli compresi quelli degli arti, quelli che ci consentono di respirare, parlare e deglutire. La condizione di disabilità si aggrava con il passare del tempo, fino alla perdita delle funzioni vitali. L’Aisla nazionale ad oggi ha raccolto circa 250 mila euro, Aisla Padova è a zero. «Per le donazioni alla ricerca è bene riferirsi ad Aisla nazionale, per l’assistenza a noi» conclude Zampieri.
Elisa Fais
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