Ripuliti i canali collegati all’idrovora di Brentelle

In previsione della stagione delle piogge, il consorzio di bonifica predispone una rete di scoli in grado di scaricare la massima quantità d’acqua
Di Gianni Biasetto

SELVAZZANO. Con l’avvicinarsi della stagione delle piogge il consorzio di bonifica Brenta, seppure in ritardo dovuto al persistente maltempo, ha avviato una serie di lavori di manutenzione lungo gli scoli Mestrina, Storta, Riale, Asili Infantili e Lazzaretto tra Mestrino, Saccolongo, Rubano e Selvazzano. Le opere, che in questi giorni sono in corso lungo via Pelosa a Caselle, riguardano soprattutto lo sfalcio dell’erba delle sponde e la pulizia degli alvei per consentire un migliore deflusso delle acque verso l’impianto idrovoro di Brentelle.

La tracimazione degli scoli ha creato a febbraio notevoli danni alle abitazioni e alle infrastrutture pubbliche soprattutto nel quartiere cosiddetto Delle Sante a Caselle e in alcune zone di Tencarola, come in via Forno e via Carnaro. Danni quantificati proprio nei giorni scorsi, per quanto riguarda immobili di proprietà privata, in oltre 2 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i 230 mila euro di attrezzature delle attività produttive rese inutilizzabili dall’acqua e dal fango. Quello della pulizia e dello scavo degli alvei è un primo intervento, non certo risolutore del problema che, in caso di una calamità della portata di quella di febbraio, potrebbe ripresentarsi. Nei giorni degli allagamenti molti puntarono il dito sulla carenza di manutenzione dei canali e sui modi in cui è stata gestita l’emergenza. Roventi polemiche scatenò la notizia che la potenza dell’impianto idrovoro di Brentelle era stata ridotta per evitare che andasse sott’acqua Padova. A distanza di otto mesi si viene a sapere che quelle informazioni erano false. «L’impianto idrovoro di Brentelle, con le quattro pompe e una di riserva, nei giorni dell’emergenza hanno sempre funzionato a pieno ritmo, cioè pompando circa 11.500 litri al secondo», puntualizza il presidente del consorzio di bonifica Brenta, Danilo Cuman. L’unica idrovora che ad un certo punto è stata spenta è quella di Lissaro al raggiungimento, come previsto dal protocollo, dei 4 metri di livello dell’acqua sul fiume Tesina padovano al ponte Pedagni di Veggiano. Il territorio, che sappiamo essere fragile dal punto di vista idrogeologico, sembrava un grande lago. E l’acqua nonostante gli impianti funzionassero al massimo della portata inizialmente non calava di un centimetro».

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