Classe con un solo italiano, il ministro: "Sbagliato fare classi separate"

Dopo il caso sollevato dal mattino l'intervento del ministro Giannini, del sindaco Bitonci e del presidente della Regione: «Esempio di disorganizzazione»
MARIAN - INTERVISTA A ELEONORA BACCARO
MARIAN - INTERVISTA A ELEONORA BACCARO

PADOVA. "Le classi separate sono state sperimentate per molti anni in Francia e non hanno certo dato ottimi risultati per l’integrazione". Così il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervenuta a "Un giorno da pecora" su Radio2, ha commentato la polemica sollevata dalla mamma di una bimba, unica italiana in una classe di alunni stranieri nella scuola materna "Quadrifoglio" di Padova.

"L’integrazione di bambini stranieri" - ha proseguito il ministro - "va invece affrontata in maniera molto rigorosa, formando gli insegnanti perchè sappiano insegnare non solo la lingua ma anche la cultura". E ha concluso sottolineando che "La buona scuola si occupa anche di questo".

Bitonci: "Il responsabile è il dirigente dell'istituto comprensivo". “Il responsabile dell'organizzazione delle classi della Scuola materna statale Quadrifoglio è il dirigente dell'Istituto comprensivo del quale la scuola fa parte, sotto la direzione dell'Ufficio scolastico territoriale - specifica Massimo Bitonci, sindaco di Padova - A pochi metri dalla Quadrifoglio c'è la Scuola materna comunale San Lorenzo da Brindisi, la quale presenta una percentuale di alunni stranieri pari a, circa, il 45%, 67 su 150 posti disponibili. La graduatoria degli iscritti è compilata, in questo caso, dal Comitato di gestione della scuola, sulla base di criteri definiti dal Settore dei Servizi scolastici del Comune, quali la residenza a Padova e la presenza, in un'altra classe del medesimo istituto, di fratelli o sorelle del bambino che aspiri a frequentarlo. Le sezioni vengono successivamente formate in base ad ulteriori criteri, che intendono creare equilibrio anche fra generi, età e nazionalità degli iscritti. Equilibrio che risulta garantito. Il Comune non ha voce in capitolo sulle scelte fatte dall'Ufficio scolastico territoriale - conclude Bitonci - e, quindi, su come vengono formate le classi nelle scuole statali”.

Zaia: "E' un errore di gestione". «Se in una scuola materna statale su 66 bambini uno solo è italiano, vuol dire che la situazione è stata gestita male dal punto di vista organizzativo e l'errore adesso ricade sui ragazzi e le famiglie. Va corretto al più presto, con una diversa distribuzione dei bambini nelle strutture padovane». Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia interviene sulla questione. «Non è assolutamente una questione di razzismo, che per fortuna i bambini non sanno cosa sia - dice Zaia - ma di buon senso, per fare sì che una corretta integrazione, come quella delle famiglie straniere che mandano i loro bimbi a formarsi e crescere nelle nostre strutture, non venga tradita, diventando discriminazione nei confronti dei figli dei veneti». «I timori della signora che ha sollevato il caso - aggiunge il governatore - sono legittimi e comprensibili, ed esigono una risposta perchè, se è positivo che tante famiglie straniere cerchino un'integrazione seria e reale nella terra dove hanno un progetto di vita, è altrettanto negativo che, come in questo caso, un ragazzo italiano e la sua famiglia debbano sentirsi 'stranierì nel loro Paese e nella loro terra». «Senza contare, problema evidentemente sfuggito a chi ha organizzato la composizione della classe - prosegue - che uno squilibrio così evidente di certo non aiuta la didattica che, a livello di scuola materna, di certo non può essere uguale per un bambino veneto e uno nigeriano. Se non li si istruisce correttamente, partendo dalla loro identità, si fa un pessimo servizio a entrambi». «I responsabili dell'organizzazione di queste classi - conclude Zaia - trovino in fretta una soluzione, altrimenti saremo di fronte ad una discriminazione, questa volta sì assolutamente reale, a danno di un bimbo e di una famiglia del Veneto».

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