Approvato il nuovo regolemento di polizia urbana, ma l'opposizione protesta: "Seduta illegittima"

Discussione in consiglio comunale sul nuovo regolamento di polizia urbana. Ammorbiditi i divieti sulle biciclette fuori dalle rastrelliere, sullo sdraiarsi nei parchi e sui papiri di laurea. L'opposizione protesta: "E' mancato il numero legale, la seduta è illegittima e gli atti sono nulli". In piazza in 300 manifestano contro i divieti
BARSOTTI - CONSIGLIO COMUNALE.
BARSOTTI - CONSIGLIO COMUNALE.

PADOVA. Il sì definitivo è arrivato mezzora dopo la mezzanotte: il nuovo regolamento di polizia urbana voluto dal sindaco Massimo Bitonci e dall'assessore Maurizio Saia è in vigore. Il consiglio comunale l'ha licenziato con 21 voti favorevoli e 2 contrari (il gruppo del Movimento 5 Stelle). Assente invece l'opposizione, con il Pd e Padova2020 che contestano il presidente del consiglio Roberto Marcato e parlano di seduta "illegittima" per un vizio di forma sul numero legale.

Il regolamento ammorbidito. Passano i divieti, dunque. "Sono regole", specifica Saia nel suo intervento di presentazione: "Non abbiamo intenzione di militalizzare la città ma di dotare la polizia municipale di uno strumento con cui risolvere le situazioni di difficoltà segnalate dai cittadini". Il nuovo regolamento prevede una numerosa serie di casi per cui potrà scattare una multa da 50 fino a 500 euro. Un regolamento "ammorbidito" per volontà dello stesso Bitonci ("Per non alimentare polemiche strumentali", ha spiegato) in tre punti chiave. Sulla questione delle bici legate fuori dalle rastrelliere la giunta ha accettato un emendamento che prevede che siano rimosse solo quelle che creano intralcio alla circolazione (e i "rottami", come già avviene). Ulteriori specifiche sono state inserite sul divieto di stendersi per terra: verrà sanzionato in strada o nelle aiuole pubbliche, ma sarà invece consentito nei parchi e in Prato della Valle. Infine la questione dei papiri di laurea: la giunta si è impegnata a installare dei pannelli per attaccare i cartelloni goliardici sul Liston, in piazza Capitaniato e sul lungo Piovego vicino agli istituti universitari. Questo per impedire che i papiri siano attaccati agli alberi o ai monumenti.

La bagarre sul numero legale. Opposizione sulle barricate contro il nuovo regolamento. Opposizione che riesce a mettere in difficoltà la maggioranza su una questione procedurale abilmente intuita dal capogruppo del Pd Umberto Zampieri, seguito a ruota da Francesco Fiore e Jacopo Silva. Dopo una sospensione del consiglio di alcuni minuti mancano alcuni consiglieri di maggioranza. Al momento di ricominciare i lavori la maggioranza è sotto di due consiglieri che rientrano subito dopo la fine dell'appello nominale. Il presidente Roberto Marcato prende tempo e non dichiara chiuso l'appello. Una mossa che fa infuriare i capigruppo dell'opposizione, che rivendicano la mancanza del numero legale. Dopo diversi minuti di bagarre, Marcato fa ripetere l'appello ed è tutto regolare. "Ci sono le registrazioni video ed è dimostrabile la mancanza del numero legale al momento dell'appello. Questa seduta è percio illegittima e sono nulli tutti gli atti approvati", spiega Zampieri. A questo punto i consiglieri del Pd, della civica e di Padova2020 lasciano l'aula per protesta. E' probabile un ricorso al Tar per chiedere l'annullamento della seduta.

Il corteo del "Degrado Pride". Fuori da Palazzo Moroni le associazioni studentesche e i centri sociali hanno organizzato un corteo contro i nuovi divieti in città. E' stata organizzata una manifestazione chiamata ironicamente "Degrado Pride". In 300 persone si sono radunate attorno alle 18 in piazza delle Erbe, proprio sotto le finestre del consiglio comunale. Da qui il corteo ha toccato diversi punti della città: davanti all'Inps sono stati accesi dei fumogeni per protestare contro lo sgombero del "Bios Lab" (di proprietà appunto dell'istituto di previdenza), davanti al Bo è stata letta una "dichiarazione di inimicizia" al sindaco Massimo Bitonci, quindi di fronte alla Questura sono stati rivendicati i diritti dei migranti. Il corteo ha poi fatto ritorno in piazza delle Erbe per lanciare la prossima mobilitazione: il 7 ottobre è in programma un'assemblea a Scienze Politiche. "Bitonci non temere, la battaglia sarà lunga. E noi disobbediremo ai tuoi divieti perché siamo la parte sana della città", hanno detto gli organizzatori.

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