Cadono i pini di via Volta ma la protesta va avanti

Abano, prosegue il piano di abbattimento e si ricostruiscono i marciapiedi Il Wwf chiede chiarezza sul ruolo dell’Università. Il M5S: «Fermate tutto»
Di Federico Franchin

ABANO TERME. I primi pini di via Volta sono caduti ieri. Alla fine saranno trentadue quelli abbattuti in una sola strada. Il piano di drastica sostituzione degli alberi è partito, a dispetto delle polemiche. E con esso anche i cantieri per la ricostruzione dei marciapiedi. Il primo sarà rifatto in via Petrarca.

Non si arresta, dunque, l’azione delle motoseghe sugli alberi. Il Comune non ha fatto dietrofront, sostenendo che si tratta di piante malate o pericolanti, come provato dalle perizie di Paolo Pietrobon avallate dall'Università di Padova e dal professor Paolo Semenzato. Al posto dei pini saranno piantati 36 “liquidambar”. Dopo via Petrarca e via Flacco, dove sono stati tagliati rispettivamente 9 e 18 pini marittimi, mancano quindi all'appello, via Mazzini e via Appia Monterosso, le due strade sulle quali la Soprintendenza ha detto di voler agire in tempi diversi. In totale saranno abbattuti 117 alberi, che saranno sostituiti da 122 più giovani. Saranno rifatti tutti i marciapiedi. «Via Petrarca aveva il marciapiede rovinato dalle radici degli alberi», osserva il sindaco Luca Claudio. «Avremo una strada nuova, più bella e moderna». Il Wwf Colli Euganei, intanto, ha scritto al Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova e al professor Giancarlo Dalla Fontane, per informarsi sul ruolo avuto dell'ateneo patavino nel progetto per l'abbattimento degli alberi. «Ad oggi non è chiaro se si tratta di una consulenza generica, della redazione di perizie tecniche che poi hanno decretato gli abbattimenti o di pareri di altro tipo, da parte del Dipartimento o da parte di singoli docenti», si legge nella lettera. Un'altra lettera porta invece la firma del Movimento 5 Stelle, che ha scritto al ministero dell'Ambiente: «Sono troppe le contraddizioni che accompagnano il piano», scrivono i deputati veneti del M5S. «Chiediamo di verificare le perizie e i piani di abbattimento/ripiantumazione nonché la loro correttezza formale e procedurale. Abbiamo chiesto inoltre di conoscere le valutazione della Forestale e della Soprintendenza. Si interrompano immediatamente gli abbattimenti finchè non si sarà fatta chiarezza».

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