Sfrattati i tre asinelli di Matteo

Non danno fastidio, però il sindaco non concepisce che si possa volere loro bene
BELLUCO STATO ASINI SALETTO DI VIGODARZERE
BELLUCO STATO ASINI SALETTO DI VIGODARZERE

VIGODARZERE. Parte un appello al sindaco Francesco Vezzaro perché non mandi via i tre asini di Matteo Penello. Un provvedimento firmato dal primo cittadino impone a Penello, infatti, di allontanare da casa sua Camilla, Anna e Rocco, tre asini che vivono nel recinto del suo cortile in via Capitello. Perché se ne deve sbarazzare? Perché brucano l’erba di un terreno residenziale, che non può quindi ospitare un allevamento. «Ma non si tratta di un allevamento», dice Matteo Penello. «Questi sono animali d’affezione».

C’è chi ha i cani, chi i gatti e chi gli asini, insomma. Tutto legittimo, specialmente se vengono amati, curati, nutriti e puliti come Matteo fa con i tre asinelli. Basta vedere con quanto e quale amore lui porta loro del cibo e come loro ricambino avvicinandosi affettuosi alla recinzione, facendosi accarezzare. Non fanno rumore, olezzi strani nell’aria non se ne sentono, non ci sono nemmeno case attorno al terreno in cui vivono, perché da un lato c’è un campo e dall’altro le case dei Penello, che sono tutti una famiglia, divisa in più abitazioni. «Anche se il terreno in cui pascolano gli asini è residenziale», racconta Matteo, «per ora non abbiamo intenzione di costruirvi una casa. Per tenerlo pulito ed evitare di tagliare continuamente l’erba, ho preso gli asini, che brucando, la rasano». Così è arrivata Camilla, che ha otto anni e che è giunta nella casa in via Capitello, a Saletto, tre anni fa. È la mamma di Anna, che di anni ne ha due, e di Rocco, di appena un anno di età. Sono dotati di microchip e di passaporto segnaletico, annualmente controllati dal veterinario. Hanno una tettoia per ripararsi e fieno nuovo costantemente. «Il letame se lo portano via i vicini per concimare gli orti» prosegue Penello, «mentre i bambini di pomeriggio vengono a portare loro il pane. È capitato anche che una signora, avendo problemi di allattamento con il suo bambino, sia venuta a prendere il latte d’asina qui da noi». Che disturbo danno quindi? Apparentemente nessuno. A questa incredibile vicenda si è arrivati per la segnalazione di un presunto abuso edilizio, pratica che ormai è una moda a Vigodarzere. C’è stato chi ha segnalato che i ricoveri degli asini fossero abusivi, ma così invece non era. Però si è controllato che permesso avessero gli animali ed è venuto fuori che dall’Usl 15 questa famigliola è stata classificata come allevamento. Attività non consentita in terreni residenziali. «Abbiamo quindi chiesto una deroga al sindaco», conclude Penello, «dimostrando che sono i nostri animali d’affezione, e che mai li venderei, specialmente per mangiarli, anche perché non possono essere uccisi per alimentazione umana. Ma niente. Il sindaco ci ha detto che entro domani dovranno sparire. Avrei anche trovato una sistemazione, ma il punto è che non voglio mandarli via: sono i miei animali, ci sono affezionato È come se mi portassero via un cane o un gatto».(cri.s.)

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