Allentamento patto di stabilità: Padova rischia di perdere 2 milioni di euro

Palazzo Moroni tra i comuni penalizzati dalla nuova norma perché dovrà creare un fondo per i «crediti di dubbia esigibilità». Paga la poca capacità di riscossione
PD 27 aprile 2006 G.M. ..bandiera a mezzasta in Comune..(BARON) bandiera a mezzasta in Comune (BARON)
PD 27 aprile 2006 G.M. ..bandiera a mezzasta in Comune..(BARON) bandiera a mezzasta in Comune (BARON)

PADOVA. Con le misure alla finanza comunale contenute nella Legge di Stabilità 2014, si profila un quadro in cui - forse per la prima volta - ci saranno dei «vincitori» e dei «vinti». Lo indica un'analisi condotta dal progetto Re.Al del Centro Studi Sintesi di Venezia che ha preso in considerazione unicamente i capoluoghi di provincia. In Veneto le proiezioni prevedono una situazione peggiorativa solamente per il Comune di Padova, che rischia di perdere circa 2 milioni di euro.

Tre i fattori chiave presi in considerazione: l'ulteriore taglio ai trasferimenti attraverso il Fondo di Solidarietà comunale, l'allentamento del Patto di stabilità interno, ed ora il «Fondo crediti di dubbia esigibilità», così come previsto dal Dlgs 126/2014. In riferimento a quest'ultimo, dal 1 gennaio 2015 i Comuni saranno tenuti ad accantonare in bilancio una quantità di risorse che dipende dalle mancate riscossioni di tributi e tariffe. La naturale conseguenza è che quei Comuni che si sono contraddistinti per una limitata capacità di riscossione risulteranno ora particolarmente penalizzati poichè dovranno accantonare risorse a scapito di altri voci di spesa. Ed è questo il caso che riguarda proprio Palazzo Moroni.

Da sottolineare, ad ogni modo, che se da un lato i vincoli finanziari per l'anno 2015 verranno irrigiditi dai tagli al citato Fondo di Solidarietà, dall'altro lato ci sarà uno «sconto» sugli obiettivi di bilancio che i Comuni devono rispettare ai fini del Patto di stabilità interno. A livello nazionale, dalla somma algebrica di questi fattori emergono «vincitori» e «vinti»: su 100 Comuni capoluogo analizzati, per 60 si ipotizza un beneficio finanziario rispetto al 2014, mentre per i rimanenti 40 il nuovo anno comporterà ulteriori sacrifici.

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