A giugno il via ai lavori del Centro Congressi in Fiera

Fissato l’inizio del cantiere per la grande opera dell’archistar Kengo Kuma. Si partirà con la demolizione della Sala Carraresi. Ecco come sarà

PADOVA. Palazzo dei Congressi in Fiera: tra poco più di un mese il via ai lavori. Un’opera attesa da più di 10 anni che prenderà finalmente forma sul progetto dell’archistar giapponese Kengo Kuma. L’impresa capofila dei lavori è l’Intercantieri Vittadello di Limena che si è aggiudicata la gara al massimo ribasso con un importo di realizzazione di 19 milioni e 305 mila euro.

I lavori in Fiera. Sarà un’estate di lavori dunque nella cittadella fieristica di via Tommaseo. Il nuovo Palazzo dei Congressi verrà realizzato al posto del padiglione 10, cioè lo storico “Palazzo delle Nazioni”, di cui resterà in piedi solo la facciata razionalista con lo splendido portale realizzato dallo scultore padovano Luigi Strazzabosco. Ma i cantieri partiranno con la demolizione della Sala dei Carraresi, la struttura attualmente usata per i congressi in fiera.

Il team di imprese. Ad aggiudicarsi i lavori è stata una Ati (associazione temporanea di imprese) che ha come capofila l’Intercantieri Vittadello, impresa di Limena che possedeva quote di Bellolampo scarl e Terni scarl, in società con Riccardo Mancini, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta “Mafia Capitale”. Le quote di quest’ultimo sono state sequestrate a dicembre scorso dalla procura a fini di confisca ma il 2 aprile scorso sono state dissequestrate.

Presenti anche la Guerrato spa, azienda rodigina diretta da Luciano Guerrato specializzata in costruzione di strutture ospedaliere; il Consorzio stabile Pedron di Villa del Conte, diretto da Flavio Pedron con un volume d’affari di 130 milioni di euro e 150 dipendenti; e infine la Costruzioni edili Parpajola spa di Padova, di Luigi e Umberto Parpajola.

Una sala da 1.620 posti. Il PalaCongressi progettato da Kuma ha una Sala Grande da 828 posti al primo piano, 396 al secondo, 396 al terzo, e un foyer di 408 metri quadri. E ancora una Sala Auditorium di 533 metri quadri, altre due Sale Medie da 222 e 210 posti, e una serie di salette multifunzionali che occupano circa 300 metri quadri. E ancora: un ristorante da 233 metri quadri, un bar di 201 e un bistrot di 180.

Utilizzo flessibile. Ispirato dall’architettura tradizionale giapponese in cui lo spazio è un elemento estremamente duttile, Kuma ha voluto che il Centro congressi possa essere utilizzato sia quando la fiera è aperta che quando è chiusa.

La galleria ingresso nord. Nel centro congressi ci sarà una galleria che costituirà l’ingresso nord del quartiere fieristico. Ma sarà anche una sorta di grande piazza coperta, in cui confluiscono tutte le funzioni dell’edificio compresi i negozio e l’accesso indipendente a ogni sala.

Il porticato. L’edificio sarà caratterizzato da una parte porticata, che vuole riprendere una tradizione architettonica della città di Padova. L’architetto giapponese ha previsto dei grandi «setti» di facciata che faranno da ambiente di separazione tra l’interno del centro congressi e la piazza esterna.

L’acqua e l’anfiteatro. All’esterno Kengo Kuma ha previsto la presenza di un «segno d’acqua», richiamo alla conformità del territorio padovano, e di un anfiteatro, uno spazio pubblico per manifestazioni all’aperto.

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