A Murelle l’addio al centauro di 18 anni vittima della strada

VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO. Verrà celebrato a Murelle il funerale di Luca Poletto, morto a 18 anni uscendo di strada in moto sabato notte a Fiumicello. La data delle esequie viene fissata in giornata, dopo il nulla osta del magistrato.
«Non sappiamo ancora quando arriverà», spiega in realtà Manuela Poletto, la sorella maggiore di Luca che non ha più lacrime per piangerlo. Ieri casa Poletto è stata quasi invasa dei tantissimi amici di Luca che si sono stretti al padre Antonio, alla madre Mimma e ai fratelli Manuela, 25 anni, e Davide, 22. Moltissimi i giovani con gli occhi lucidi e tanti ricordi di cui parlare tutti insieme, perché Luca era per ognuno di loro un fratello, un compagno di avventure, l’amico speciale che teneva in piedi la compagnia, la gioia e la voglia di vivere fatta persona.
Il giovane centauro, l’altra notte, è stato tradito proprio da ciò che amava di più e di cui andava fiero: quella Yamaha R6 che tanto gli piaceva e che aveva voluto comperare nonostante il “no” del papà. La passione per le moto era tanta che si era preso il patentino a 16 anni per poterla usare prima possibile. E sempre. Persino se nell’auto degli amici il posto c’era, come domenica mattina.
È salito sulla sua Yamaha e ha tagliato per Fiumicello per arrivare prima a casa. La strada era libera, lui procedeva spedito sulla sua moto. Ma in prossimità di una curva lo attendeva il tragico appuntamento con il destino. Forse un calo di attenzione dovuto all’ora. Forse la stanchezza, un colpo di sonno: erano circa le 4,45. Certamente la velocità e la potenza della moto giapponese. Ne sono consapevoli anche i familiari, distrutti dal dolore.
Per Luca l’impatto contro la spalletta in cemento del ponte al civico 23 di via Bassa Seconda è stato fatale. Molte le critiche, e non solo dei residenti, sulla pericolosità di un rettilineo che invita a correre, dicono tutti, al punto da aver meritato il soprannome di “autostrada Sant’Andrea-Fiumicello».
Il sindaco di Campodarsego, Mirko Patron, allarga le braccia: «Tutte le strade sono pericolose se non si rispettano i limiti. In via Bassa Seconda c’è quello dei 60 all’ora, anzi è una delle strade più sicure del nostro territorio comunale, perché c’è una bella pista ciclabile. Più che mettere i limiti e cercare di farli rispettare da tutti, che cosa possiamo fare?»
I dissuasori di velocità rialzati, i cosiddetti “dossi”, «non sono più autorizzati», mette in chiaro Patron. «E non possiamo neppure piazzare un vigile urbano ad ogni angolo», sottolinea il sindaco. «Parlerò con il comando dei vigili per capire se si può intervenire comunque, per accrescere ulteriormente la sicurezza stradale . Perché non ci siano più morti come il povero Luca».
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