A ottobre scorso il questore Cardone autorizzò solo il sit-in
In questi giorni si è aperto il dibattito sull’opportunità o meno di far passare attraverso le vie del centro il corteo antiabortista del Comitato No194, comitato vicino ai movimenti neofascisti. Una considerazione nata anche alla luce della forte contrapposizione dei centri sociali, che da subito hanno annunciato la loro volontà di far sentire la propria voce, boicottando il corteo dei No194 e organizzando una contro manifestazione insieme alle attiviste di “Non una di meno”.
Il Comune da subito si è schierato, dicendo che la soluzione migliore sarebbe stata quella di un sit-in statico, di fatto quindi negando al Comitato no194 la possibilità di sfilare per le strade del centro. Il questore e la prefettura però hanno voluto tutelare il diritto a manifestare: «Finché qualcuno non viola la legge non gli si può impedire di manifestare», ha detto il prefetto Renato Franceschelli. Ma basta andare a ritroso di qualche mese per vedere come il questore di Milano Marcello Cardona, di fronte alla medesima manifestazione, chiesta dai medesimi organizzatori, abbia agito in modo diverso. Il questore del capoluogo lombardo ha infatti vietato ai rappresentanti del comitato No194 di sfilare per le strade cittadine, concedendogli di svolgere la manifestazione solamente in forma statica all’interno di una piazza, piazza Cadorna.
I motivi ruotano attorno a questioni di sicurezza e ordine pubblico. In particolare la presenza di gruppi neofascisti e dello stesso Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, impensieriva il comitato di sicurezza milanese. E così a Milano la preoccupazione di eventuali disordini e scontri ha evidentemente prevalso sul diritto a manifestare.
«Come Giunta abbiamo preso posizione insieme martedì e la confermo», ha ribadito a riguardo il sindaco, Sergio Giordani. «Io il vicesindaco e tutti i miei assessori siamo senza indugi dalla parte delle donne, dalla parte della loro libertà di scelta, dalla parte della legge che è una conquista patrimonio di tutti e troveremo il modo di riaffermarlo anche sabato». Detto questo il primo cittadino ha voluto sottolineare il rispetto delle decisioni di questore e prefetto: «Altra cosa è la gestione della piazza e della libertà di manifestare nelle forme migliori e più sicure: è una competenza del questore Fassari che non posso che rispettare come ho sempre fatto. Mi auguro vivamente che sabato sia una giornata serena e tranquilla nell’interesse di tutti e della città». —
A.F.
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