Accordo per il nuovo ospedale è cortocircuito burocratico

L’obiettivo del direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Luciano Flor, era quello di «documentare la completezza dell’istruttoria svolta e l’idoneità dell’area sotto ogni profilo alla sua destinazione ospedaliera». I documenti da inserire nell’accordo di programma per il nuovo ospedale, secondo quanto richiesto dallo stesso Flor, dovevano essere inviati entro ieri. I termini, si sa, per quanto perentori possono non essere vincolanti, resta il fatto che la mail di risposta inviata dalla Regione ha lasciato con la bocca aperta più di qualcuno. In poche righe, infatti, la direzione Pianificazione territoriale – a fronte delle richieste su realizzazione della stazione Sfmr, parcheggi scambiatori e accessi alla stessa e individuazione della destinazione della residenza Esu presente nell’area – ha chiarito quanto segue: è prevista la realizzazione di una stazione Sfmr al chilometro 26 da Venezia e quindi nell’area di San Lazzaro dove dovrebbe sorgere l’ospedale; il processo di valutazione ambientale strategica (Vas), passaggio urbanistico necessario, sarà espletato «alla presenza di una variante urbanistica o di un progetto edilizio». E quindi, in quest’ultimo caso, di un progetto vero e proprio del nuovo ospedale.
In assenza di integrazioni, quindi, la stato dell’arte sulla predisposizione dell’accordo di programma per il nuovo ospedale pare definire una situazione quanto meno ingarbugliata. Mercoledì prossimo, come noto, è previsto un nuovo incontro tra tecnici che a questo punto dovrà chiarire più di un punto. Chiusa la trattativa con i privati, infatti, il Comune dovrebbe procedere con una variante urbanistica tramite la quale attribuire all’area la destinazione ospedaliera dando così una risposta ai diversi vincoli urbanistici esistenti. L’intenzione del sindaco è quella di procedere a tale variante nell’ambito dell’accordo di programma stesso, evitando così di dover avviare un iter che prevederebbe varianti a piano di assetto del territorio (Pat) e piano di assetto del territorio intercomunale (Pati). Alla luce della risposta della Regione, però, viene da chiedersi come possa essere compatibile con il cronoprogramma – per altro già saltato - l’attivazione della Vas se non a fronte di un progetto edilizio. Per il quale l’Azienda ospedaliera, ovvero la stazione appaltante, non può spendere soldi fino a quando non viene siglato l’accordo di programma stesso. Sembra, insomma, il classico cane che tenta di mordersi la coda. Anche perché il sindaco ha già fatto sapere che non può conferire i terreni all’Azienda ospedaliera fino a quando non verrà sottoscritto l’accordo di programma. È vero che le vie della burocrazia sono infinite ma a percorrerle ci si impiega del tempo.
«Mancano sia l’approvazione dello schema di accordo di programma che le relative istruttorie, ma soprattutto l’area privata non è ancora a disposizione dell’Azienda ospedaliera» sottolinea Antonio De Poli (Udc). «Basta giocare con le date, si chiarisca il destino del nuovo ospedale». (m.mar.)
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