Acqua e gas, bollette più care del 7%

Padova saldamente agganciata alla media nazionale nella variazione dei prezzi al consumo: è quanto emerge dai dati, ancora provvisori, forniti dall’ufficio statistica di palazzo Moroni, messi a confronto con i dati Istat sull’inflazione. A livello tendenziale, su base annua, gli aumenti si assestano al 3,2%, mentre a livello mensile, in agosto l’aumento rilevato rispetto a luglio è pari allo 0,4%. In perfetta linea con la media nazionale. L’inflazione picchia duro su alcolici, casa, servizi sanitari e trasporti, gli ambiti di spesa dove si registrano i maggiori incrementi di prezzo. Le variazioni percentuali degli indici dei prezzi al consumo non segnano grandi oscillazioni tra luglio e agosto: l’incremento più consistente è quello nel settore trasporti al 2,8%, seguito da alimentari e bevande analcoliche all’1%.
Le cose cambiano, e parecchio, se si considerano i dati tendenziali, ovvero la variazione dei prezzi rispetto a dodici mesi fa. E per le tasche dei padovani sono dolori. Sicuramente per quelli che si concedono qualche bevanda alcolica, dal momento che l’aumento del prezzo è addirittura del 4,7%. Stangata sui fumatori che per mantenere il vizio pagano il 7,2% in più. Il vecchio detto “casa dolce casa” è destinato a mutare in “casa cara casa”: se le variazioni provvisorie rilevate saranno confermate, infatti, l’aumento dei costi a carico delle famiglie è mediamente del 7,2%, mettendo insieme le spese per gli affitti, per le bollette di energia elettrica, gas e acqua e manutenzioni ordinarie. Considerati da soli, energia elettrica e gas registrano un’impennata fino all’11,6%. Balzo in avanti del 9% per i servizi ospedalieri, mitigati solo in parte dal meno 3% rilevato nei costi dei farmaci. Un piccolo salasso ai padovani viene riservato anche nel settore dei trasporti dove l’aumento è del 6,6%. Ed è sempre più caro il carrello della spesa al supermercato: l’aumento tendenziale per gli alimenti è al 3,4%. Ecco come si spiega il boom di vendite che stanno registrando in ogni angolo del Paese i discount, dal momento che non sfugge nemmeno alla massaia meno accorta quanto grazie a questo tipo di distribuzione possa alleggerirsi lo scontrino. E se bere una birra in compagnia o sorseggiare un bicchiere di vino con la dolce metà costa caro, non va tanto meglio per chi si concede una cena fuori: nell’ambito della ristorazione i prezzi sono lievitati in un anno del 2,6%. Ad agosto hanno tuttavia segnato un lieve calo, pari allo 0,6%. Manca poco all’inizio della scuola, tanto vale sapere quanto incidono gli aumenti sull’istruzione: 7% in più per la scuola secondaria, 2% per quella dell’infanzia e la primaria, più 1% l’università. Incremento minimo per abbigliamento e calzature, a più 0,8%. Consolerà qualcuno sapere che i costi dei telefoni sono crollati del 13% e quelli per i supporti informatici, a cui sempre con più difficoltà si riesce a rinunciare, del 6,7%.
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