Acque di Vicenza e Padova a rischio, la protesta arriva in Europa
La battaglia contro il rischio di inquinamento delle falde tra Vicenza e Padova approda in Europa. Ammessa la petizione del Comitato “Tuteliamo la salute” contro l’ampliamento di un impianto per rifiuti ospedalieri in un’area di ricarica delle falde che alimentano gli acquedotti

La battaglia dei residenti di Montecchio Precalcino e Villaverla contro il rischio di inquinamento delle acque nel Vicentino e nel Padovano approda a Bruxelles. Il Comitato Tuteliamo la salute ha ottenuto l’ammissibilità della petizione presentata al Parlamento europeo, aprendo così la fase di discussione formale del caso davanti alla Commissione Petizioni.
Al centro dell’esposto c’è il progetto di ampliamento di un impianto per il trattamento di rifiuti, anche di origine ospedaliera, nell’area dell’ex Silva, una zona considerata estremamente fragile dal punto di vista ambientale e idrogeologico. Un’area che insiste su un importante sito di ricarica della falda da cui si approvvigionano anche gli acquedotti di Vicenza e Padova, già messi a dura prova negli anni scorsi dalla contaminazione da PFAS legata al caso Miteni.
A sostenere l’iniziativa delle associazioni è l’europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra Cristina Guarda, vicepresidente della Commissione Petizioni. «La petizione evidenzia possibili violazioni delle normative europee sulla tutela delle acque sotterranee e superficiali – spiega –. È impensabile valutare l’ampliamento di discariche o impianti di trattamento rifiuti in un’area così sensibile, soprattutto considerando i precedenti giudiziari e ambientali».
Secondo Guarda, il principio di precauzione deve essere applicato con rigore e servono regole chiare: «È urgente che la Regione approvi il piano delle zone di salvaguardia degli acquiferi. Senza una pianificazione chiara, territori strategici per l’approvvigionamento idrico restano esposti a rischi inaccettabili».
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