Affitti brevi al Portello, quattro mini alloggi abusivi e irregolari

Appartamento frazionato senza permesso in vicolo Pastori. Manca la Scia e le varie stanze risultano troppo piccole. Le unità sono composte da zona giorno-cucina,

camera e bagno

Marta Randon
Quattro mini alloggi abusivi al Portello di Padova
Quattro mini alloggi abusivi al Portello di Padova

Un altro affittacamere abusivo in città. Un grande appartamento al piano rialzato in vicolo Pastori 3, suddiviso in quattro mini unità da affittare a studenti e turisti senza autorizzazioni e in violazione delle norme edilizie. La zona è quella del Portello.

«Nel pianerottolo comune del piano rialzato si attraversa un portone di ingresso, identificato con l’interno numero 3, e si accede a un lungo corridoio, dotato di numerose porte, alcune bloccate, altre apribili – si legge nella relazione del settore edilizia privata del Comune. In tutto sono 4 unità abitative, due ad est e due ad ovest».

Quattro mini alloggi

Le quattro soluzioni ricavate presentano metrature ridotte e una distribuzione degli spazi spesso al limite dei requisiti minimi previsti dalla legge.

La prima unità, di circa 38 metri quadrati, è composta da una zona giorno con cucina e porta finestra di 15 mq, una camera da letto e un bagno. Più contenuta la seconda, che misura 28 metri quadrati: un bagno e un vano suddiviso da una parete di due metri, con una zona cucina-soggiorno e una camera matrimoniale di circa 14 mq con servizio.

Il terzo mini appartamento, di 30 mq, include una zona giorno con cucina, una camera e un bagno finestrato. Ancora più piccolo il quarto alloggio: 25 metri quadrati complessivi, con zona giorno, camera e un bagno cieco, non comunicante con gli altri vani e caratterizzato da una pianta irregolare.

Già nel 2011 il Comune aveva chiesto al proprietario di aggiornare la situazione catastale e di procedere a un corretto frazionamento dell’immobile. L’ente aveva inoltre evidenziato come l’affitto delle singole porzioni configurasse «un’impropria attività di “affittacamere”, attività per la quale non risultava avviata alcuna pratica presso il Comune di Padova», come riportato nella relazione.

La contestazione del Comune

Dalla documentazione agli atti si evince che il frazionamento dell’unità residenziale in unità immobiliari più piccole è avvenuto solo dal punto di vista catastale, senza un idoneo titolo edilizio e verifica dei requisiti minimi dei vani e delle abitazioni. Inoltre, secondo il regolamento edilizio vigente nel 2006, «le stanze non hanno la metratura idonea per legge». L’intervento di frazionamento dell’appartamento è stato eseguito in assenza di Scia e in contrasto con il vigente Regolamento Edilizio. —

 

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