«Aggredita in casa»: s’era inventata tutto

La donna di Curtarolo confessa: «Volevo che mio marito si convincesse a traslocare, qui non sto bene»

CURTAROLO. «Non c'è stata alcuna aggressione, era tutta una messinscena per convincere mio marito ad andare via da quel condominio, faccio fatica a convivere con vicini tutti stranieri».

È il passaggio chiave dell'ammissione della 42enne di Curtarolo che giovedì sera è stata trovata distesa a terra dal marito, in casa: slip e reggiseno a brandelli, un bernoccolo in testa, polsi e caviglie legati, un cordino in cuoio al collo, lividi ed escoriazioni. A margine di un interrogatorio fiume, di fronte alle domande sempre più puntuali da parte dei carabinieri di Piazzola sul Brenta e del Norm di Cittadella, nella serata di venerdì la donna si è vista costretta a dire la verità, ad ammettere che la sua versione non era vera.

«Mi sono inventata tutto, non c'è stata alcuna aggressione. L'ho fatto perché nella realtà condominiale in cui vivo il mio è uno dei pochi appartamenti a essere abitato da italiani: tutte le volte che esco di casa mi sento osservata e controllata nei movimenti, ci sono soprattutto rumeni. È da tempo che chiedo a mio marito di cambiare casa, di andare in affitto altrove». Da quel che è emerso, il marito aveva sempre cercato di tranquillizzarla, di minimizzare. E lei ha voluto dargli un segnale forte: ha fatto tutto da sola, si è legata i polsi e le caviglie, si è tagliuzzata gli indumenti intimi. E il bernoccolo se l'è procurato proprio quel pomeriggio, mentre allestiva la scena dell'aggressione: è scivolata, battendo la testa. Un'operazione che doveva servire a convincere il consorte, molto probabilmente non si aspettava un intervento così approfondito da parte dei militari del capitano Marco Stabile, che fin dalle prime battute, avevano intuito che la ricostruzione della presunta aggredita presentava svariate contraddizioni. Nei confronti della donna è scattata una denuncia per simulazione di reato .

Silvia Bergamin

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