Alberi storici, la trincea ambientalista

«C’è il veto della Soprintendenza, quei 75 non si tagliano». Ma il Comune vuole andare avanti. La Procura osserva
Di Cristiano Cadoni
BELLUCO.TAGLIO ALBERI VIA FLACCO ABANO
BELLUCO.TAGLIO ALBERI VIA FLACCO ABANO

ABANO TERME. Il destino dei settantuno alberi di via Mazzini e dei quattro di via Appia Monterosso - ma probabilmente anche quello delle altre piante scampate al piano di riqualificazione del Comune, e quindi alle motoseghe - è finito in fondo a un labirinto di norme e veti incrociati dal quale non sembra esserci via d’uscita. Il sindaco Luca Claudio annuncia l’intenzione di andare avanti con gli abbattimenti, «perché la perizia che ho in mano dice che sono pericolosi e io non voglio guai». Ma gli ambientalisti gli ricordano che non può. C’è un decreto legislativo del 2004 - fanno notare quelli del Gruppo di Intervento Giuridico - in base al quale «fino al completamento della procedura di verifica dell’interesse culturale, sui beni c’è un esplicito divieto di distruzione o di danneggiamento». Sarebbe il caso degli alberi di via Mazzini e di via Appia Monterosso, che la Soprintendenza ha riconosciuto essere di antico impianto e, in quanto vicini a Villa Bassi, «assoggettabili alle tutele delle cose di interesse culturale». Fino a quando il Comune non avrà dimostrato che sono effettivamente malati e pericolosi, dunque, difficilmente saranno abbattuti. E per stabilirlo probabilmente non basterà la seconda perizia commissionata dal sindaco a Paolo Pietrobon.

«Il nostro timore è che a distanza di tre anni ora si certifichi che gli alberi sono in categoria D ed E e non più B», proseguono gli ambientalisti del GriG. «Vorrebbe dire che sono compromessi definitivamente e che i leggeri difetti riscontrati tre anni fa si sono aggravati». In questo caso gli alberi sarebbero condannati al taglio, a meno di ulteriori ricorsi.

Di sicuro c’è che per adesso tutte le richieste di sequestro penale degli alberi inoltrate dalle associazioni e dai comitati alla Procura sono cadute nel vuoto. Ma questo non significa che sull’operazione non sia stata fatta una prima verifica. In questo senso è preziosa la testimonianza del presidente dell’Ordine degli agronomi della provincia di Padova, Giacomo Gazzin. Che ammette: «Mi è stata chiesta una valutazione sull’appalto, ma non posso dire di più in questo momento». Il fatto è che le due perizie sullo stato di salute degli alberi - quella del Comune firmata da Pietrobon e quella degli ambientalisti firmata da Giulini e Pezzani - portano a risultati clamorosamente discrepanti. «Gli alberi sani sono 112 su 117», insistono gli ambientalisti. Che alla Procura hanno inviato anche le foto dei tronchi di tutti i nove pini tagliati in via Petrarca. «Sani, anzi sanissimi, senza ombra di carie». Tagliati, anche quelli, per essere poi sostituiti. La domanda che spinge ad insistere è sempre la stessa: «Si poteva evitare?».

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