Allarme amianto al Curiel: «Se c’è pericolo si chiude»
ARCELLA. Continua il dibattito tra i genitori sulla presunta pericolosità dell’eternit, non ancora rimosso, presente sul tetto della succursale del Curiel, in via Pierobon, a fianco della chiesa di San Carlo, all’Arcella. La mamma, che protesta di più nei confronti della scuola e dell’amministrazione provinciale, continua a tenere a casa il figlio senza mandarlo a scuola, mentre tutti attendono con ansia gli esiti scientifici dei rilievi tecnici effettuati venerdì mattina da un’azienda specializzata per conto della Provincia. I risultati ufficiali dovrebbero esere resi pubblici alla fine della settimana prossima.
«Lo ripeto ancora una volta» sottolinea il preside, Vincenzo Amato, reggente anche del Belzoni, «se i rilievi effettuati accerteranno l’eventuale pericolosità dell’eternit, presente sul tetto della scuola, come responsabile giuridico del liceo scientifico Eugenio Curiel, chiuderò immediatamente la succursale e tutti i ragazzi delle 14 classi, che studiano nella succursale, dovranno venire a scuola nella sede centrale, con un doppio turno di lezioni, che si terranno nel pomeriggio. Se, invece, le indagini tecniche effettuate venerdì mattina accerteranno che non c’è alcun rischio ambientale in attesa dell’intervento edilizio già programmato dalla Provincia, le lezioni andranno avanti regolarmente».
Nel frattempo la vita scolastica all’interno della succursale del Curiel, in passato utilizzata anche come sezione staccata dal Valle (sede centrale in via Tiziano Minio), continua senza allarmismi particolari. «Ieri mattina, in tutte le classi, ci sono state solo tre assenze» osserva il vice preside Giovanni Petrina. «Un segno evidente che i ragazzi stanno continuando a seguire le lezioni con passione e con il massimo impegno, senza farsi suggestionare e condizionare da nessuno».
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