Allarme dei taxisti: «Un crollo delle corse del 25%»

PADOVA. Camillo Favaron, taxi driver padovano con la macchina Milano 9, è stato riconfermato presidente provinciale di Assotaxi, il sindacato d’impresa con 50 iscritti che, assieme alla Cna ed all’Upa, fa parte della cooperativa Corapa.
Sono stati eletti nel nuovo direttivo anche Nicola Favaretto, con la carica di segretario ed i tre “commissari” Gino Bortolin, Federico Galtarossa e Stefano Piccolo.
Durante l’assemblea, tenutasi nella sede della Corapa in Via Svizzera 6, a Camin (anni addietro era nei piani alti del grattacielo della stazione), i tassisti hanno parlato a lungo delle problematiche più calde del settore. Innanzitutto i taxi-driver hanno discusso della crisi che attanaglia il settore ormai da tanti anni.
«Basta andare a vedere in piazzale della stazione per constatare da vicino che la nostra crisi si aggira, minimo, intorno al 25% di corse in meno. Quasi sempre le nostre macchine sono ferme nella corsia a noi riservata e, in alcune fasce orarie, bisogna aspettare parecchio prima che un cliente salga su un taxi», sottolinea Camillo Favaron, un padovano che da anni vive a San Pietro di Stra, in provincia di Venezia.
«I motivi sono essenzialmente, due. Il calo generalizzato dei consumi ed il nuovo ruolo negativo, sia sociale che economico, che Padova ha assunto negli ultimi anni per quanto riguarda il turismo ed il via vai degli uomini d’affari. In pratica il movimento collegato agli appuntamenti aziendali, ai congressi che si tengono in città ed alle manifestazioni fieristiche, va calando sempre di più. Il tram, poi, da quando è stato istituito sull’asse Arcella-Centro- Guizza, ci fa sempre più concorrenza. Insomma anche noi siamo quasi alla frutta. Anche per questo motivo, tre mesi fa, abbiamo chiesto un aumento, seppur minimo, al Comune, che, però, ci è stato rifiutato. Speriamo solo temporaneamente perché i nostri costi generali stanno arrivando alle stelle anche a causa del crescente aumento dei prezzi dei carburanti».
Che fare, allora? «Prima di tutto speriamo che il progettato Centro Congressi, di oltre 2.000 posti, si faccia realmente ed in tempi brevi» conclude Favaron, «Sarà un volano per l’intera economia della città e, senz’altro, anche per noi».
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